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martedì 22 novembre 2022

A MILANO AUTOCLASSICA L'ACI RICORDA MAURO FORGHIERI


 In occasione dell'apertura di MilanoAutoClassica il 18 novembre, il presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani - in quel momento affiancato dall’Ingegner Pietro Ferrari, figlio del Drake - ha voluto ricordare con calore la figura di Mauro Forghieri, recentemente scomparso.  “Un  genio - sono state le parole del numero uno del club degli automobilisti - Un tecnico progettista, eclettico, professionista della Formula 1 e non solo, avendo lavorato anche nel Gran Turismo e nei rally. Un genio straordinario che ha contribuito alle vittorie della Scuderia Ferrari: 4 titoli piloti e 7 costruttori con lui. Ho avuto l’onore di conoscerlo e il piacere di frequentarlo quando insegnava alla facoltà di ingegneria dell'Università di Lecce. Il mio ricordo è quello di un uomo piacevole, a volte brusco, ma sempre sincero e passionale”.

venerdì 27 settembre 2019

AL MOTORGALLERY I GIOVANI INCONTRANO L'ING.FORGHIERI



In occasione del Motorgallery, Fiera di Modena dedicata alle auto storiche, l’Ing. Mauro Forghieri si è incontrato con gli studenti universitari di Unimore, nel corso della quale è stato intervistato. Ecco le sue risposte.

Ingegnere, come è nata la sua passione per l’automobilismo sportivo?
Ero stato destinato là, anche se non era esattamente quello che io volevo fare. Mio padre fece parte di un gruppo di tecnici (fra cui Enzo Ferrari) che avevano preparato un motore di una vettura che ha segnato l’automobilismo: l’Alfa Romeo. E quindi quando mi sono laureato Ferrari mi ha chiamato. E sono dovuto entrare

E così è stato nel suo periodo in Ferrari l’artefice di tante auto vincenti. Ad esempio la 312 T.
Quando si fa parte di una squadra devi fare il meglio e quella macchina era una auto che avevamo dovuto fare per essere davanti agli altri. Fare progetti riusciti fa parte uno sviluppo logico: la 312 T è nata perché facevamo la nostra esperienza nelle gare di Formula 1, in cui devi sempre essere davanti agli altri. Eravamo nel mondo delle gare e imparavamo dai piloti e dagli errori nostri e degli altri.
Capita di fare degli errori e di conseguenza capita di capire che cosa bisogna fare per non ripeterne.

Quale era l’ingrediente segreto ?
Posso dire che il coinvolgimento di tutti è il segreto. Il coinvolgimento deve portare d’istinto a progettare cose nuove: devi fare il meglio che puoi, tutti devono fare il meglio che possono, e così eviti di essere meno bravo degli altri.

E quale è stata la sua macchina migliore?
La macchina migliore è quella che ha vinto di più.

Il suo punto di vista sulla Formula 1 di oggi?
Ora il mondo è cambiato rispetto ad allora, e per questo la Formula 1 è dovuta cambiare.
Le aspettative di allora erano diverse: oggi le aspettative sono altre. Direi comunque che non è vero che si sia perso qualcosa. La tecnologia di oggi è diversa da quella di allora, ma è naturale. Però la tecnologia ha fatto un matrimonio e un divorzio : perché siamo noi che abbiamo creato questa nuova tecnologia, l’abbiamo sposata, e abbiamo divorziato da quella vecchia. Ma insieme abbiamo conservato qualcosa del nostro passato, ed è la cultura. E oggi la cultura ci ha dato delle belle cose.

Quali sono le tecnologie che hanno futuro e quali no ?
Noi uomini non siamo per natura mai portati a perdere le cose: avremo varie tecnologie nuove ma anche quelle antiche. Per esempio, non credo che nel futuro esisteranno solo auto elettriche o che spariranno le auto a benzina o a diesel. Ci saranno dei progressi in tutte le tipologie. D’altronde io non credo che la macchina sia la cosa più inquinante. La macchina non ha le colpe esagerate che le si attribuiscono. Anche le tendenze contro il diesel ne sono la prova: cercando le giuste soluzioni anche il motore diesel diventa meno inquinante. Quello che conta è offrire anche ai cittadini vetture economiche e confortevoli. E anche se l’auto ha i suoi peccati, gli uomini possono e devono migliorare e risolvere i problemi delle emissioni. E la strada che stiamo perseguendo è quella giusta. Anche se le scelte devono tener conto del denaro… D’altonde la nostra società si è sviluppata perché c’era molto denaro.

Ci sono innovazioni che non le piacciono?
I risultati vengono dal connubio di motori e dall’aerodinamica, ma nel passato si è dato un peso eccessivo all’aerodinamica. Mentre il successo è il connubio dei due elementi. E anche del terzo elemento: il denaro. Si può dire che le soluzioni vincenti nascono da soluzioni equilibrate: dare il giusto peso a tutte le componenti.

Avrebbe rifatto tutto quello che ha fatto?
Quello che si fa è sempre una scelta che è frutto di un compromesso. Quindi non sarà mai la stessa la scelta faresti se potessi tornare indietro.

Un consiglio per i giovani che si accingono a studiare le bellissime materie in cui Lei è stato campione?
Un consiglio che mi sento di dare è questo: bisogna che il tecnico abbia sempre una base culturale, non solo per trovare le soluzioni tecniche, ma per farsi accettare.
Noi italiani abbiamo una grande fortuna: un grande bagaglio d cultura. Non siamo ricchi, non abbiamo la forza, le possibilità tecnologiche di alti paesi, ma siamo ricchi di una cultura umanistica che è fondamentale. Su quella poi puoi costruire le tue basi tecniche. Ma quella diventerà la tua arma vincente per essere diverso e più bravo.

giovedì 1 febbraio 2018

SU AUTO D'EPOCA UN'INTERVISTA ESCLUSIVA A MAURO FORGHIERI

Nel prossimo numero di Auto d'Epoca, mensile di automobilismo d'epoca in uscita a febbraio, ci sarà un'intervista esclusiva a Mauro Forghieri, ingegnere creatore delle Ferrari di Formula 1 più belle e vincenti di sempre, dalla 312 B alla 312 T , 126 e tantissimi Sport prototipi.
Forghieri svela retroscena ed aneddoti sui piloti di Formula 1 dei suoi tempi, sulle squadre, su quello che era la Ferrari negli anni in cui Enzo Ferrari era ancora là e per tutti veniva visto come il padre di una grande famiglia.

giovedì 30 novembre 2017

A BOLZANO IL VETERAN CAR TEAM PORTA IL FILM SULLA FERRARI 312 B



C’è ancora tempo per festeggiare il 70° anniversario della Ferrari e l’occasione il Veteran Car Team e la Scuderia Dolomiti non se la sono fatta scappare.
Martedi 12 Dicembre in collaborazione con Cinemas – Twenty verrà proiettato proprio il Film documentario FERRARI 312 B. La mitica FERRARI che guidarono Arturo Merzario, Clay Regazzoni, Nicky Lauda e Jacky Ickx negli anni ’70.
Ritrovata da Paolo Barilla e riportata al suo splendore dopo un attento restauro dallo storico progettista Ing. Mauro Forghieri.
Ecco proprio l’Ing Forghieri ed Arturio Merzario saranno gli ospiti d’onore di questa serata, aneddoti e ricordi presentati per l’occasione da Davide Brancalion Presidente del Veteran Car Team Bolzano e da Ezio Zermiani Presidente della mitica Scuderia Dolomiti non che’ famoso giornalista sportivo della Rai e voce della Formula 1.
Questa auto con il primo motore 12 cilindri “ piatto “ della storia delle corse , questo capolavoro della tecnica destinato in un primo momento alla aeronautica americana rivive in questo film documentario, un perfetto restauro dalla lamiera nuda alla stoffa dei sedili tutto perfettamente riprodotto con torni e telai dell’epoca rimessi in funzione , al fine di riportare al suo antico splendore questo pezzo di storia che ha rivoluzionato il mondo della formula 1 pur non aggiudicandosi mai un mondiale. Alla proiezione hanno aderito gia’ parecchi team di appassionati provenienti anche da fuori regione quindi gli organizzatori stanno pensando di proiettare il film in una sala piu’ grande a riprova del successo, prima ancora di iniziare la serata. Un evento imperdibile, quindi, per tutti gli amanti di motori in modo particolare della mitica rossa.

martedì 23 maggio 2017

50 ANNI DI BELLEZZA: LA 330 P4 1967-2017


Al Goparc di Mantova, un’intera serata è stata dedicata alla Ferrari 330 P4, vincitrice nel ’67 della 24 Ore di Daytona.
Alla presenza dell’Ing. Forghieri, di Ermanno Cuoghi, capomeccanico Ferrari, e con Guido Schitton già Direttore di Autosprint a fare da moderatore, la serata organizzata dal Redracing Team ha ripercorso una stagione memorabile nello sport automobilistico: quella che dalla metà degli anni ’60 fino agli anni ‘70 ha segnato l’età d’oro delle corse in circuito.
Sullo sfondo e ad abbellire la sala, gremita di curca cento persone, le gigantografie create da Marco Collini, pittore di bolidi da corsa.

Nel clima rilassato della serata, Mauro Forghieri (l’Ingegnere più caro ad Enzo Ferrari, che lo volle al suo fianco appena uscito dall’Università) ha raccontato tantissimi episodi che hanno visto lui ed il team Ferrari protagonisti delle competizioni, soprattutto quelle del Campionato Mondiale Sport.

Erano gli anni della accesa lotta Ferrari-Ford (il colosso a stelle e strisce aveva anche tentato di acquisire la casa di Maranello) e in quel contesto la Ferrari 330 P4 ha rappresentato la risposta agguerrita degli italiani alla sfida americana. Forghieri ha raccontato come la 330 P4 fosse un’auto magistrale, e anche bellissima. In quell’auto, ha detto l’ingegnere, persino lo spazio per le valigie, che da regolamento doveva esistere in tutte le vetture sport, era stato studiato in maniera intelligente.