martedì 23 maggio 2017

VINTAGE MOTORS CLUB SAVONA PARTECIPA ALLA ALTARE – CANELLI : “ LA VIA DEL VETRO ”



Dalla Città del Vetro alla Città del Vino ! Domenica  11 giugno 2017 , come da calendario, ci sarà una BELLISSIMA GITA PER LE AUTO STORICHE :   " la via del vetro "  dal Museo del Vetro di Altare  alle  Cantine Bosca di Canelli organizzato dal VINTAGE MOTORS CLUB SAVONA  in collaborazione con il Gruppo  LANCIA & CO organizzatori anche del " RADUNO DEI GOLOSI  "

Questo il programma:
ALTARE: il paese dei Cavalieri Templari che importarono i segreti della lavorazione del vetro,
di cui il comprensorio è ancora importante centro di produzione artistico ed industriale.
Otto secoli di produzione di vetri d'uso “d'ogni sorta e maniera”, per ospedali e farmacie e di
valore artistico, sino alla produzione di vetri resistenti agli sbalzi termici per uso chimico.
Ad Orleans, Bernardo Perotto, Maestro Altarese, dopo aver costruito una fonderia sulla quale il
fratello del Re Sole pose le insegne reali, ottenne da Re Luigi XIV stesso le Regie Patenti per
colare il cristallo su tavole, dandogli il colore desiderato.
E' famoso il Museo del Vetro a Villa Rosa, stupenda villa Liberty fatta erigere nel XIX secolo
da Mons. Bertolotto, facoltoso prete di provincia al cui nome sono legati molti misteri.
Dalla “Bocchetta di Altare” si dipartono le 2 catene montuose : Alpi ad O. ed Appennini a E.
ALTARE > CAIRO MONTENOTTE 11 Km in 15 min.
CAIRO MONTENOTTE : il toponimo “Cairum” compare per la 1a volta in un documento
del 967 dove l'imperatore Ottone I di Sassonia donava ad Aleramo le terre circostanti, dopo le
devastazioni portate da incursioni longobarde e saracene; più volte furono firmati accordi con i
savonesi e dal 1131 al 1191 Cairo fece parte della Marca di Savona.
Ottone Del Carretto, signore di Savona, il 16 luglio 1214 venne nominato signore feudale di
Cairo; nel 1322 queste terre divennero proprietà di Manfredo IV signore di Saluzzo; nel 1377
passarono agli Scarampi, ricchi banchieri e commercianti di Asti; fece poi parte del Comune di
Genova per essere in seguito compreso il 9 luglio 1419 nel Marchesato del Monferrato.
Il principale centro della Valle Bormida fu teatro delle prime battaglie della Campagna d'Italia
di Napoleone Bonaparte nel 1796; nel 1798 rientrò nel I Cantone, Giurisdizione di Colombo;
dal 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte, Primo Impero Francese.
CAIRO MONTENOTTE > CARRETTO > CORTEMILIA
31 Km in 40 min.
LANGHE : il termine oggi indica il territorio collinare, alto fra 450 e 800 m. compreso fra i
fiumi Tanaro e Bormida, terra caratterizzata da straordinaria fecondità la cui conformazione è
costituita da un insieme di lunghe dorsali emerse dall'antico golfo marino, allineate in direzione
nord-sud e divise tra loro da solchi scavati da numerosi torrenti facenti capo al bacino del Tana=
ro; si ritiene che le Langhe siano nate per orogenesi, cioè per corrugamento del mare padano in
età terziaria derivante da conglomerati di conformazioni arenarie, marmo, calci e gessi e si pos=
sono distinguere 3 catene collinari : quella orientale fra le 2 Bormide ( Millesimo e Spigno )
quella centrale fra il Belbo e la Bormida di Millesimo e quella occidentale fra Belbo e Tanaro.
CORTEMILIA : nello stemma comunale è presente il nome Cohors Aemilia, in riferimento a
Marco Emilio Scauro che nel 109 a.C. predispose il tracciato della Via Aemilia Scauri che col=
legava Luni a Vada Sabazia ( Savona ) e che da Acqui T. si ramificava verso altre direzioni tra
cui Alba; in questa zona di Langa era presente un insediamento di Liguri Stazielli successiva=
mente romanizzato, probabilmente in contemporanea con Acqui T. e denominato Curtismilium.
La prima documentazione certa risale al 967 con il diploma di Ottone I ad Aleramo; fece parte
del Marchesato Aleramico di Bonifacio del Vasto di Savona che successivamente la trasmise al
figlio Enrico I Del Carretto per cui a Cortemilia operò una Zecca che coniò monete d'argento e
d'oro nel XIII e XIV secolo, cioè nel periodo in cui la città si presentava come un forte centro di
commerci, che subì un duro colpo con l'interramento del porto di Savona da parte dei genovesi.
Per lungo tempo fu feudo della famiglia astigiana degli Scarampi seguendo in seguito le sorti
della famiglia Savoia.
CORTEMILIA > CASTINO > S.S. 29 > S.P. 502 S. STEFANO BELBO
21 Km in 30 min.
SANTO STEFANO BELBO : l'area che circonda l'antica torre medievale fu quella che
vide formarsi il primo nucleo insediativo abitata dai Liguri e successivamente dai Romani.
Tracce di presenze Romane furono rinvenute nei resti di fondazioni su cui sorse in periodo altomedievale
l'abbazia benedettina di S. Gaudenzio ai cui monaci spetta il merito d'aver introdotto
la coltivazione della vite; il centro politico e religioso fu invece l'area ai piedi della collina di S.
Libera, dove s'incontra la trecentesca chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo.
Intorno all'anno Mille S. Stefano Belbo faceva parte del comitato di Loreto, di ascendenza Ale=
ramica; passò ai Marchesi del Monferrato che poi nel 1311 lo cedettero a Manfredo IV Marche=
se di Saluzzo, che a propria volta, nel 1337, ne investì gli Scarampi, nobili patrizi di Asti.
Nel 1515 passò ai Marchesi d'Incisa e Marchesi Corti per donazione da parte del Marchese
Guglielmo IX di Monferrato, convalidata dall'Imperatore Carlo V il 21 giugno 1536 mentre dal
20 giugno 1717 fu tenuta con titolo comitale da Beccaria Grattarola Incisa la cui donazione fu
confermata nell'ottobre dello stesso anno da Re Vittorio Amedeo II di Savoia.
SANTO STEFANO BELBO > CANELLI 5.5 Km in 10 min.
CANELLI in epoca preistorica fu sede di numerosi insediamenti dei Liguri Stazielli ed in
epoca romana si sviluppò la coltivazione della vite; nel 961 venne definita con il nome di Città e
nel 1235 si sottomise alla Repubblica di Asti seguendo le vicende storiche dell'Astesana.
Le potenti famiglie astigiane degli Asinari e degli Scarampi ne conservarono il Feudo, questi
ultimi elevandolo a Marchesato, che tra il XVI e XVII secolo fu Baluardo contro al Monferrato.
Dalla fine del XVIII si sviluppò l'industria enologica del Moscato d'Asti e degli Asti Spumante,
ancora oggi una delle principali risorse della Città giustamente conosciuta come Città del Vino.
Da sempre produttrice del famoso Moscato bianco che successivamente assunse l'appellativo
“di Canelli” poiché documenti d'archivio dimostrano che già tra il XVII ed il XVIII secolo la
città esportava fuori dal territorio comunale ventimila brente ( diecimila ettolitri ) di Moscato
arrivando agli inizi del secolo scorso al record di 60.000 ettolitri prodotti.
Vitigni : Moscato, Barbera, Dolcetto, Cortese, Chardonnay.
Principali vini e denominazione :
VINI D.O.C.G. ( di origine controllata e garantita ) : Asti, Moscato d'Asti.
VINI D.O.C. ( di origine controllata ) Barbera d'Asti, Dolcetto d'Asti, Freisa d'Asti,
Cortese Alto Monferrato.
Partenza ad Altare h. 10.00 - Arrivo a Moasca 80.7 Km h. 13.30
ALTARE > CAIRO MONTENOTTE 11.0 Km in 15 min
CAIRO M. > CARRETTO > CORTEMILIA 31.0 Km in 40 min
CORTEMILIA > CASTINO > S. STEFANO B. 21.0 Km in 30 min
SANTO STEFANO BELBO > CANELLI 5.5 Km in 10 min
CANELLI > OPESSINA 9.0 Km in 15 min
Aperitivo presso la
CANTINA SOCIALE BARBERA DEI SEI CASTELLI
OPESSINA > MOASCA Arrivo h. 13.30 3.2 Km in 10 min
Pranzo al CASTELLO DI MOASCA
RISTORANTE TRA LA TERRA E IL CIELO.
Pomeriggio visita alle
“ CATTEDRALI SOTTERRANEE ”
delle CANTINE BOSCA
CANTINE STORICHE DI CANELLI,
ANTICHE GALLERIE SCAVATE NEL TUFO DURANTE IL
MEDIO EVO PER CONSERVARE LE MERCI DESTINATE AI
PORTI LIGURIE DOPO LA META' DEL XIX SECOLO LUOGO
IDEALE PER LA PRODUZIONE DELLO SPUMANTE PER VIA
DI UNA TEMPERATURA CHE SI MANTIENE COSTANTE A
15° TUTTO L'ANNO E
PATRIMONIO DELL' UMANITA'

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