giovedì 18 aprile 2019

Alla XVII° Festa della Fiat 1100 la 103 H Lusso di Papa Luciani


Organizzata da Fabio Urasini con il contributo dell’A.N.T.E.A.S (Associazione Nuovi Topolinisti ed Auto Storiche), si è tenuta a Malo  (VI) presso il Museo della Civiltà Rurale della Valleogra,  la XVII^ Festa della Fiat 1100. Quest’anno ricorrevano i 70 anni dal lancio della Fiat 1100 E, l’ultima serie delle Fiat 1100 denominate “Musone”. Notevole la qualità di stato delle vetture presenti.  Sul piazzale in mostra oltre 50 Fiat 1100 comprendenti oltre alle prime 508 C, con una rara Cabriolet carrozzeria Glaser del 1939 una vasta panoramica delle famose “Musone”, con una vettura del 1949 conservata (da lieve restauro) e premiata per essere la più antica tra le E Musone esposte. Presenti anche i mezzi da lavoro le conosciute versioni ELR cassonate. Per la famiglia 103: bauletto, 103 E, la sportiva TV, la sua erede, il 1200 Granluce,  103D , alcune H Lusso conosciute anche come “coda di rondine” per il caratteristico fregio sulle fiancate. Tra queste in un austero nero monocolore la 103 H lusso del 1960 con targhe e documenti originali Treviso, dell’allora Mons. Albino Luciani, nominato nel 1959 Vescovo di Vittorio Veneto e che salirà alla soglia pontificia nel 1978 con il nome di Giovanni Paolo 1°. Infine gli anni ’60 quelli del boom economico ante litteram  con una Fiat 1200 Cabriolet, modello che all’epoca vinse il Concorso d’Eleganza di Cortina d’Ampezzo del 1959, le 103 Export e Special, le 1100 D e le ultime R, il canto del cigno e la fine di un mito. Accolti da un rinfresco degno di nota con specialità vicentine i partecipanti hanno poi potuto iniziare la visita. I volontari del Museo hanno accompagnato a gruppi gli ospiti in un viaggio nel passato, neanche troppo lontano, di quelle che è stata la civiltà rurale. Oltre 1200 oggetti tra utensili e macchinari, di diverse origini e funzioni, di diverse forme e dimensioni.  I primi trattori e macchinari a vapore, che ricordano delle locomotive, facevano parte delle “innovazioni” per dare un aiuto all’uomo. Nulla si buttava ed ecco che una Ford rimasta in Italia alla fine della guerra diventava un rudimentale mezzo di traino. La povertà addestrava nell’arte di arrangiarsi come dimostra la capacità del contadino di svolgere piccoli lavori di artigianato, di falegnameria, di calzoleria. L’intento di questo Museo è quello di far sì che le nuove generazioni possano capire i cambiamenti che ci sono stati nel modo di vivere e come alcune abitudini che oggi paiono banali e scontate, una volta non lo erano affatto. Nulla di nostalgico o di un richiamo a ritornare alle origini ma capire com’era il passato può far orientare meglio le nostre azioni per il futuro.  Dopo la foto di gruppo la colonna infrangibile delle Fiat 1100  ha preso il via per un giro turistico che ha portato a Zugliano, un paese della pedemontana dove alla Locanda “La Vecchia Latteria”, si è tenuto il desco conviviale con eccellenze locali  e festeggiamenti con la Torta dedicata alla Festa delle Fiat 1100 e graditi omaggi gastronomici a km zero per tutti gli equipaggi

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