Visualizzazione post con etichetta giulietta sprint. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giulietta sprint. Mostra tutti i post

giovedì 26 dicembre 2013

La storia della Giulietta a Teheran

Era il 1959. Il Primo Segretario preso l'Ambasciata Italiana a Teheran riceve una lettera di trasferimento. Nella vita professionale di un addetto d'ambasciata, si sa, i trasferimenti sono la prassi. Ma questa volta si tratta di un ritorno a casa. Si va a Roma. Per sempre. Renzo Falaschi, che era arrivato in Iran pochi anni prima con la famiglia, si era fatto trasportare nella capitale persiana, via mare, la sua inseparabile Giulietta Sprint. E ora che deve ritornare in Italia, decide di non rinunciare alla sua auto ma, per evitare di doverla rispedire via mare, ha una brillante idea. Decide così di partire in auto, proprio con la sua amata Giulietta, e di affrontare gli oltre 5.000 chilometri (di cui 3.000 non asfaltati) che lo separano dalla sua destinazione finale proprio in auto.
La sua avventura, testimoniata da una serena lettera inviata alla casa automobilistica Alfa Romeo per raccontare la sua avventura, ed un filmato 8 mm. Ferraniacolor testimoniano il suo viaggio. Un'avventura che sembra di rivivere nelle poche righe del suo racconto: partito con carte, riserva d'acqua e di carburante, olio, vari utensili, Falaschi insieme alla moglie e il figlio diciassettenne non si spaventa di dover guidare per chilometri e chilometri mantenendo le ruote sempre posizionate sulla cresta della carreggiata, per evitare di strisciare la pancia della vettura sul suolo, si beve in dieci tappe ilpercorso che ha messo alla prova vetture ben più resistenti, come le Chevrolet e le Jeep.
Alla fine gli unici disagi toccati risulteranno essere una foratura e l'allentamento di alcuni bulloni.
Così, alla conclusione del raid, la casa automobilistica Alfa Romeo ha potuto utilizzare il filmato per farsi pubblicità. Ed al proprietario regalare una revisione gratuita della sua Giulietta.

lunedì 21 gennaio 2013

La forma inconfondibile di Scaglione

Pochi conoscono, fuori dal novero degli appassionati di auto d'epoca, il nome di Franco Scaglione. Eppure oggi, che il design italiano è visto come l'unica ricchezza economica che ci consente di affermare ed esportare un "Made in Italy" che, altrimenti, non avrebbe possibilità di primeggiare in questa economia glbalizzata, il nome di uno stilista delle carrozzerie, uno di quelli che hanno fatto grande l'automobilismo italiano, non andrebbe dimenticato.
E pensare che alla sua scomparsa, nel 1993, Scaglione viveva quasi isolato e dimenticato in un paesino della Toscana.
Ma il suo stile rimane indimenticabile: sua è la linea morbida e grintosa della Fiat Abarth 1500 del 1952. Scaglione la creò agli inizi della sua collaborazione con Bertone. Poi venne la Ferrari Abarth 166 MM del 1953. Sempre nel 1953 appare l'avvenieristica berlinetta BAT 5 (no, non è una Batmobile, ma le assomiglia molto...) costruita su telaio Alfa Romeo 1900.
Ma il suo nome, insieme a quello di Felice Mario Boano, resterà per sempre legato alla Giulietta Sprint coupé del 1954, realizzata da Bertone.