Si è svolta presso lo Stellantis Heritage Hub di Torino, l’inaugurazione del nuovo allestimento che accoglie la Collezione ASI Bertone, quello che potremmo definire uno dei nuclei più significativi del design automobilistico internazionale. Un ritorno cercato e atteso da tempo, che arricchisce ulteriormente l'offerta motoristico-culturale torinese e segna un incontro naturale tra due patrimoni complementari dell’evoluzione stilistica e tecnica "made in Torino". Grazie all’accordo tra l'Automotoclub Storico Italiano e Stellantis Heritage, il grande pubblico potrà ammirare anche la Collezione Bertone, acquisita e posta sotto tutela dall'ASI nel 2015. L’esposizione conta 66 esemplari realizzati tra gli anni ’60 e i primi anni 2000 e comprende iconiche auto di serie, modelli di stile, prototipi e show-car in rappresentanza di venti marchi automobilistici internazionali con i quali Bertone aveva attivato proficue collaborazioni. Ogni pezzo racconta la storia dell’eccellenza costruttiva, dell’incessante ricerca creativa e dell’evoluzione delle concept-car realizzate nel Centro Stile Bertone in ogni decade. Sfruttando l’opportunità di modellare auto non destinate esclusivamente alla produzione di massa, i designer Bertone hanno saputo reinventare audacemente l’architettura del veicolo, attingendo a idee universali di linea e forma perfette. L’iniziativa si inserisce in una fase di profonda riorganizzazione dello spazio espositivo di via Plava 80, all’interno dello storico comprensorio di Mirafiori, avviato negli ultimi dodici mesi per rendere ancora più intensa l’esperienza di visita. Dal mese di marzo l’Heritage Hub è visitabile tutti i giorni (tranne il lunedì) previo acquisto del biglietto online al seguente link, con la possibilità di scegliere tra visita autonoma nei giorni feriali o visita guidata nel fine settimana. Le origini della Collezione risalgono all’inizio degli anni ’70, quando Nuccio Bertone ebbe un'intuizione che si sarebbe rivelata preziosa, soprattutto per le generazioni future. La nuova sede di Caprie, inaugurata il 15 ottobre 1972 a pochi chilometri da Torino, offriva lo spazio necessario per ospitare la raccolta. I prototipi più innovativi non sarebbero più stati destinati alla demolizione, ma avrebbero rappresentato l’Azienda negli anni a venire. A questi prototipi, Bertone avrebbe aggiunto la sua collezione personale, composta dalle auto a lui più care. La mostra all’Heritage Hub si apre con l’Alfa Romeo Giulia Sprint del 1963, modello che riunisce in sé la doppia anima della Bertone: quella che vive nel Centro Stile e quella che sostiene la produttività industriale della Carrozzeria, attiva per molti anni con linee di montaggio dedicate a piccole e grandi serie. Rimanendo negli anni ’60, spiccano in Collezione la Lamborghini Miura S del 1967 e la Runabout del 1969. Per la decade successiva si possono citare alcuni modelli andati in produzione come la Lamborghini Espada (1970), la Fiat Dino Coupé (1970), la Lancia Stratos (1975), la Fiat X1/9 (1977) o la Ferrari 308 GT4 (1978, l’unica Ferrari prodotta in serie disegnata nel Centro Stile Bertone), affiancati a prototipi come la Suzuki Go (1970), la Citroën Camargue (1972), la NSU Trapeze (1973), la Ferrari Rainbow (1976) o la Volvo Tundra (1979). Sono gli anni nei quali la direzione del Centro Stile Bertone fa capo al maestro del car-design Marcello Gandini, tra i primi a dettare inedite linee geometriche che avrebbero cambiato completamente i connotati del concetto stesso di automobile. Il passaggio epocale agli anni ’80 si materializza con proposte avveniristiche come la Chevrolet Ramarro (1984), la Citroën Zabrus o la Lamborghini Genesis (1988), in contrapposizione ad auto per il grande pubblico come la Opel Kadett Cabriolet (1983) e la Fiat Ritmo Cabriolet (1986), per arrivare ad una supercar universale come la Lamborghini Countach Quattrovalvole (1987).Nei successivi anni ’90, Bertone è tra le prime realtà automotive ad approcciare il tema della propulsione elettrica. Una visione decisamente avanzata ma allo stesso tempo concreta, il cui punto più elevato viene raggiunto con la Bertone Z.E.R. (Zero Emission Record) che nel 1994 e 1995 segna numerosi primati mondiali. Elettrica è anche la sportiva Bliz del 1992, pensata per il puro divertimento su strada alla stregua di un go-kart carenato. Degne di nota sono numerose altre coupé granturismo come la Lancia Kayak (1995), la Opel Slalom (1996) e l’Alfa Romeo Bella (1999); come pure alcune varianti multiuso allestite sulla base di modelli Fiat di serie come la Cinquecento, la Punto e la Bravo: sono la Rush (1992), la Racer (1994) e la Enduro (1996). L’ingresso nel terzo millennio è all’insegna della funzionalità con la nascita, nel 2000, della Bertone Slim pensata per l’ambiente urbano e dotata di un corpo vettura ristretto che richiama la fusoliera aeronautica. Ci sono poi le monovolume Opel Filo (2001) e Cadillac Villa (2005), che esprimono il piacere e il confort di vivere l’auto come la propria casa. Non possono mancare altre sportive purosangue - concetto ben radicato nel DNA Bertone - come la Birusa (2003), la Aston Martin Jet 2 (2004) o la Jaguar B99 TT (2011).
Correre, viaggiare, a due o a quattro ruote, meglio se d’epoca. Percorrere strade sconosciute, alla ricerca delle sfide e dell’avventura. Questo blog è dedicato a tutti quelli che hanno un’auto o una moto, e una storia da raccontare. Perché non si stancano mai di esplorare il mondo.
mercoledì 1 aprile 2026
LA COLLEZIONE ASI BERTONE RITORNA A TORINO, ALLO STELLANTIS HERITAGE HUB
Si è svolta presso lo Stellantis Heritage Hub di Torino, l’inaugurazione del nuovo allestimento che accoglie la Collezione ASI Bertone, quello che potremmo definire uno dei nuclei più significativi del design automobilistico internazionale. Un ritorno cercato e atteso da tempo, che arricchisce ulteriormente l'offerta motoristico-culturale torinese e segna un incontro naturale tra due patrimoni complementari dell’evoluzione stilistica e tecnica "made in Torino". Grazie all’accordo tra l'Automotoclub Storico Italiano e Stellantis Heritage, il grande pubblico potrà ammirare anche la Collezione Bertone, acquisita e posta sotto tutela dall'ASI nel 2015. L’esposizione conta 66 esemplari realizzati tra gli anni ’60 e i primi anni 2000 e comprende iconiche auto di serie, modelli di stile, prototipi e show-car in rappresentanza di venti marchi automobilistici internazionali con i quali Bertone aveva attivato proficue collaborazioni. Ogni pezzo racconta la storia dell’eccellenza costruttiva, dell’incessante ricerca creativa e dell’evoluzione delle concept-car realizzate nel Centro Stile Bertone in ogni decade. Sfruttando l’opportunità di modellare auto non destinate esclusivamente alla produzione di massa, i designer Bertone hanno saputo reinventare audacemente l’architettura del veicolo, attingendo a idee universali di linea e forma perfette. L’iniziativa si inserisce in una fase di profonda riorganizzazione dello spazio espositivo di via Plava 80, all’interno dello storico comprensorio di Mirafiori, avviato negli ultimi dodici mesi per rendere ancora più intensa l’esperienza di visita. Dal mese di marzo l’Heritage Hub è visitabile tutti i giorni (tranne il lunedì) previo acquisto del biglietto online al seguente link, con la possibilità di scegliere tra visita autonoma nei giorni feriali o visita guidata nel fine settimana. Le origini della Collezione risalgono all’inizio degli anni ’70, quando Nuccio Bertone ebbe un'intuizione che si sarebbe rivelata preziosa, soprattutto per le generazioni future. La nuova sede di Caprie, inaugurata il 15 ottobre 1972 a pochi chilometri da Torino, offriva lo spazio necessario per ospitare la raccolta. I prototipi più innovativi non sarebbero più stati destinati alla demolizione, ma avrebbero rappresentato l’Azienda negli anni a venire. A questi prototipi, Bertone avrebbe aggiunto la sua collezione personale, composta dalle auto a lui più care. La mostra all’Heritage Hub si apre con l’Alfa Romeo Giulia Sprint del 1963, modello che riunisce in sé la doppia anima della Bertone: quella che vive nel Centro Stile e quella che sostiene la produttività industriale della Carrozzeria, attiva per molti anni con linee di montaggio dedicate a piccole e grandi serie. Rimanendo negli anni ’60, spiccano in Collezione la Lamborghini Miura S del 1967 e la Runabout del 1969. Per la decade successiva si possono citare alcuni modelli andati in produzione come la Lamborghini Espada (1970), la Fiat Dino Coupé (1970), la Lancia Stratos (1975), la Fiat X1/9 (1977) o la Ferrari 308 GT4 (1978, l’unica Ferrari prodotta in serie disegnata nel Centro Stile Bertone), affiancati a prototipi come la Suzuki Go (1970), la Citroën Camargue (1972), la NSU Trapeze (1973), la Ferrari Rainbow (1976) o la Volvo Tundra (1979). Sono gli anni nei quali la direzione del Centro Stile Bertone fa capo al maestro del car-design Marcello Gandini, tra i primi a dettare inedite linee geometriche che avrebbero cambiato completamente i connotati del concetto stesso di automobile. Il passaggio epocale agli anni ’80 si materializza con proposte avveniristiche come la Chevrolet Ramarro (1984), la Citroën Zabrus o la Lamborghini Genesis (1988), in contrapposizione ad auto per il grande pubblico come la Opel Kadett Cabriolet (1983) e la Fiat Ritmo Cabriolet (1986), per arrivare ad una supercar universale come la Lamborghini Countach Quattrovalvole (1987).Nei successivi anni ’90, Bertone è tra le prime realtà automotive ad approcciare il tema della propulsione elettrica. Una visione decisamente avanzata ma allo stesso tempo concreta, il cui punto più elevato viene raggiunto con la Bertone Z.E.R. (Zero Emission Record) che nel 1994 e 1995 segna numerosi primati mondiali. Elettrica è anche la sportiva Bliz del 1992, pensata per il puro divertimento su strada alla stregua di un go-kart carenato. Degne di nota sono numerose altre coupé granturismo come la Lancia Kayak (1995), la Opel Slalom (1996) e l’Alfa Romeo Bella (1999); come pure alcune varianti multiuso allestite sulla base di modelli Fiat di serie come la Cinquecento, la Punto e la Bravo: sono la Rush (1992), la Racer (1994) e la Enduro (1996). L’ingresso nel terzo millennio è all’insegna della funzionalità con la nascita, nel 2000, della Bertone Slim pensata per l’ambiente urbano e dotata di un corpo vettura ristretto che richiama la fusoliera aeronautica. Ci sono poi le monovolume Opel Filo (2001) e Cadillac Villa (2005), che esprimono il piacere e il confort di vivere l’auto come la propria casa. Non possono mancare altre sportive purosangue - concetto ben radicato nel DNA Bertone - come la Birusa (2003), la Aston Martin Jet 2 (2004) o la Jaguar B99 TT (2011).
IL GRAN PREMIO NUVOLARI A RETRO CLASSICS ESSEN 2026
Dall’8 al 12 aprile la Scuderia Mantova Corse parteciperà, con un proprio stand, a Retro Classics Essen 2026 presso il Centro Esposizioni di Essen (Halle 3 - Stand 44.1), l’evento di riferimento a livello mondiale per le auto d’epoca, classiche e da collezione, che approda per la prima volta nella regione della Ruhr. Sarà l’occasione per presentare a driver, collezionisti internazionali, giornalisti e appassionati la 36° edizione del Gran Premio Nuvolari, la manifestazione internazionale di regolarità riservata alle auto storiche e alle GT moderne, in calendario dal 17 al 20 settembre 2026. 300 equipaggi provenienti da tutto il mondo si daranno appuntamento a Mantova, città natale di Tazio Nuvolari, e gareggeranno tra prove cronometrate e prove di media lungo un percorso di 1.100 km attraverso i paesaggi più affascinanti e iconici di Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Repubblica di San Marino. La manifestazione, dal carattere glamour ed esclusivo, rievocazione storica e culturale di leggendari capolavori che hanno fatto la storia, attrae ogni anno il meglio dell’automobilismo storico mondiale, riunendo gentleman drivers e appassionati provenienti dai cinque continenti pronti per un’esperienza che viene definita unica ed emozionante. Ideata e organizzata dal 1991 da Mantova Corse, la manifestazione si svolgerà nel rispetto delle normative F.I.A, F.I.V.A. e A.C.I. Sport, con particolare attenzione ai protocolli di sicurezza della federazione sportiva nazionale. Confermata la presenza dei partner storici Red Bull, Gruppo Finservice e Morbio Costruzioni: grazie al loro supporto il Gran Premio Nuvolari offrirà ai partecipanti un’esperienza adrenalinica e memorabile, capace di fondere il piacere della guida tra luoghi di grande bellezza, con una competizione sportiva di altissimo livello. Il programma 2026 Il tracciato del Gran Premio Nuvolari rappresenta un’autentica sintesi di eccellenze italiane. Giovedì 17 settembre, i 300 equipaggi si concentreranno a Mantova. Nell’incantevole cornice del Palazzo del Te verranno espletate le verifiche documentali ai piloti e le verifiche tecniche alle vetture. In serata, la cena di benvenuto in Piazza Erbe, nel centro storico della Città. Venerdì 18 settembre, come da tradizione, verrà data la partenza dalla storica Piazza Sordello, il cuore della città lombarda. Le vetture attraverseranno le strade della Pianura Padana, un primo controllo nella Piazza dei Martiri a Carpi, poi gli Appennini fino all’Autodromo del Mugello. Si continuerà sulle colline tosco-romagnole per arrivare all’Autodromo di Imola, poi ancora verso il Mare Adriatico l’arrivo a Cesenatico, dove si terrà la prima suggestiva serata presso il Grand Hotel da Vinci. Seguirà il pernottamento a Rimini. Sabato 19 settembre, la seconda tappa, vedrà il percorso snodarsi da Rimini verso le Marche e l’Umbria. Previsti i passaggi da Sant’Angelo in Vado, Città di Castello, fino all’Autodromo di Magione, lunch break presso il Golf Club Lamborghini di Panicale, transito da Cortona ed arrivo ad Arezzo. Nel pomeriggio gli equipaggi percorreranno le strade della Toscana, transitando da Sansepolcro, fino al Passo di Viamaggio. La Repubblica di San Marino accoglierà la manifestazione con l’ultimo gruppo di prove cronometrate della giornata e il controllo a timbro in Piazza della Libertà, all’apice del Monte Titano. L’arrivo della seconda tappa sarà a Rimini, prima la passerella di Piazza Tre Martiri ed infine il Parco Fellini dove le vetture sosteranno per la notte. In serata, il tradizionale Gala Dinner in onore di Tazio Nuvolari, nell’iconica cornice Felliniana del Grand Hotel Rimini. Domenica 20 settembre gli equipaggi si dirigeranno verso Nord. Il percorso riserverà le ultime sfide, decisive per decretare il vincitore finale. Partendo da Rimini, si confronteranno con le temutissime prove cronometrate di Meldola, poi i circuiti cittadini di Forlì e di Lugo di Romagna. Il Castello Estense sarà la sede del controllo orario che la Città di Ferrara riserverà ai concorrenti, poi nell’ovale della Piazza Ariostea si disputeranno le prove cronometrate della Power Stage. Successivamente, il rientro in terra mantovana: il pranzo, nella cornice della millenaria Abbazia di San Benedetto Po, sarà l’ultimo atto prima del trionfale arrivo a Mantova tra le ospitali mura di Piazza Sordello.
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