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lunedì 27 aprile 2026

RALLY COSTA SMERALDA STORICO, VINCONO LOMBARDO-CONSIGLIO (PORSCHE 911 RS)

 


Dopo oltre 150 chilometri di prove speciali e un finale ricco di emozioni, i cronometri hanno emesso il verdetto consegnando la vittoria del 9° Rally Costa Smeralda Storico – Trofeo Martini ad Angelo Lombardo e Roberto Consiglio in gara con la Porsche 911 RS portacolori del Team Bassano. Chiusa al comando la prima frazione, il duo siciliano ha ingaggiato un’avvincente sfida con la Subaru Legacy dei veneti Andrea Smiderle e Gianni Marchi avendo la meglio per 6”7. Per il duo della trazione integrale giapponese è stata una gara tutta d’attacco che ha fruttato anche quattro successi parziali, stesso numero dei vincitori. Al terzo posto, nella classifica globale hanno chiuso i britannici Steve Perez e Bowen Dale con la Lancia Stratos.  Data la doppia validità sono state stilate le classifiche dei due campionati dove in entrambi Lombardo e Consiglio sono risultati vincitori assoluti e anche assegnatari del prestigioso e ambito Trofeo Martini. Quella continentale ha visto quindi scalare di un posto rispetto alla globale, Perez e Dale e il podio è stato completato dall’altro equipaggio di oltre Manica, Osian Pryce e Dale Furniss su Ford Escort RS con la quale si sono aggiudicati il 3° Raggruppamento. Il 4° è stato invece appannaggio di Renato Travaglia e Massimo Nalli con la BMW M3 con la quale hanno chiuso al quarto posto assoluto. Si scorre infine sino alla posizione tredici dove si è piazzata la Porsche 911 S 2.0 con la quale Giuliano Palmieri e Lucia Zambiasi hanno brindato al successo in 1° Raggruppamento. 

Emozionante e toccante è stato il momento dedicato alla consegna del premio dedicato alla memoria di Luigino Podda, storico meccanico della squadra Lancia negli anni d’oro del Campionato Mondiale, assegnato al pilota della prima vettura torinese classificata: sorpreso ed emozionato, Seb Perez ha alzato al cielo il particolare trofeo messo in palio, vinto con la sua Lancia Stratos sulle fiancate della quale faceva bella mostra anche il ricordo di Sandro Munari. Più animata e frequentata è stata la gara valevole per il Campionato Italiano Rally Auto Storiche e Classiche. Alla conferma delle prime due posizioni per Lombardo e Smiderle, il podio tricolore è stato completato dalla BMW M3 di Travaglia e Nalli. In quarta posizione un’altra “posteriore” bavarese: quella che Adriano Lovisetto e Marco Corda hanno portato, alla prima esperienza sulle strade della Gallura, al quarto posto assoluto; alle loro spalle, grazie a una prestazione convincente, hanno concluso Enrico Volpato e Samuele Sordelli con la Ford Escort RS che hanno portato anche alla vittoria in 3° Raggruppamento. In sesta posizione un’altra Ford: la Sierra Cosworth di Giorgio Costenaro ed Elsa Dal Dosso seguita dalla “piccola” Peugeot 205 Rallye con la quale Marco Casalloni e Giovanni Maria Figoni hanno corso una gara da incorniciare. 

 Grazie alle vittorie in tutti i quattro Raggruppamenti, il Team Bassano ha sbaragliato una volta di più la concorrenza nella classifica dedicata alle scuderie, aggiungendo anche il successo nella femminile per opera di Elena Gecchele e Anna Bressan su Fiat 124 Spider. Grande agonismo anche nel Trofeo A112 Abarth, da quest’anno proposto con la formula della doppia gara e relativo doppio punteggio. Entrambe le frazioni sono state vinte dai detentori del titolo 2025 Fabrizio Zanelli e Claudio Zanni. Risultato “fotocopia” anche per le restanti posizioni del podio con Ivo Droandi e Carlo Fornasiero secondi e Marcogino Dall’Avo con Guglielmo Caneschi, terzi.

venerdì 24 aprile 2026

ASI: SCATTA IL GRAN PREMIO DI BARI CON EMERSON FITTIPALDI


Tra memoria e rombo di motori, Bari si prepara a tornare capitale della grande tradizione automobilistica. Da giovedì 23 a domenica 26 aprile il quartiere Murat accoglierà la 9^ edizione della Rievocazione Storica del Gran Premio di Bari organizzata da Old Cars Club Federato ASI. Inserita nel calendario di ASI Circuito Tricolore e negli eventi che celebrano il 60° anniversario dell’Automotoclub Storico Italiano, la manifestazione ha già preso avvio lo scorso 16 aprile con un programma di iniziative collaterali che, tra mostre, esposizioni e momenti di approfondimento, accompagnano il pubblico fino all’arrivo in città delle vetture storiche. L’edizione 2026 si annuncia particolarmente partecipata, pensata come esperienza diffusa capace di coinvolgere il pubblico in una città dal passato affascinante che continua a dialogare con il presente. Accanto alla rievocazione, nel ricco calendario di eventi collaterali si segnala la mostra “60 anni di storia. Un circuito nel cuore”. Allestita al Teatro Margherita di Bari, è promossa da ASI per celebrare sei decenni di storia del motorismo attraverso un percorso che intreccia tecnica e design, dai capolavori della carrozzeria Bertone all’eccellenza meccanica Morbidelli, fino alle icone firmate Lamborghini, Lancia, Alfa Romeo e Moto Guzzi. Un viaggio tra fotografie, documenti e cimeli con, al centro della scena, alcune vetture della Collezione ASI Bertone: l’Alfa Romeo Giulia SS del 1963, la Lamborghini Miura S del 1967, la Lancia Stratos HF del 1975 e la Fiat Barchetta del 2007. A rendere ancora più prestigiosa la manifestazione è la presenza di Emerson Fittipaldi come testimonial d’eccezione: il brasiliano due volte campione del mondo di Formula 1 (nel 1972 con la Lotus e nel 1974 con la McLaren) partecipa al Gran Premio di Bari sabato 25 e domenica 26 aprile. Fittipaldi è stato uno dei protagonisti assoluti dell’automobilismo internazionale tra gli anni ’70 e ‘80, capace di coniugare talento, visione strategica e una guida estremamente pulita ed efficace. Dopo l’esperienza in Formula 1, seppe reinventarsi negli Stati Uniti, dove conquistò il titolo CART e vinse due volte la 500 Miglia di Indianapolis, confermando una versatilità rara nel panorama mondiale. Il Gran Premio di Bari entra nel vivo giovedì 23 aprile, con l’allestimento del paddock in piazza della Libertà, di fronte alla Prefettura: uno spazio che diventa il fulcro della rievocazione, accogliendo le 55 vetture storiche, il villaggio dei partner e un simulatore VRS (Virtual Racing Simulator) aperto al pubblico. Tra le vetture più prestigiose, figurano modelli entrati nella storia dell’automobilismo: Maserati 200 S, Alfa Romeo 1750 GS TF, Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider Aprile, Maserati V5, Maserati 4CM, Ferrari 250 Testarossa e AC Sport Special. Di forte impatto evocativo è anche l’appuntamento di venerdì 24 aprile con il viaggio speciale dalla Stazione di Bari Centrale verso Polignano a Mare a bordo delle storiche “Carrozze Centoporte”, in collaborazione con FS Treni Turistici Italiani e Fondazione FS. Un’esperienza che mette in dialogo due simboli del Novecento – l’automobile e il treno - accomunati da un’idea di viaggio lento, elegante e consapevole. All’iniziativa partecipano il presidente ASI e FIVA Alberto Scuro, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il sindaco di Bari Vito Leccese, il presidente di Old Cars Club Antonio Durso e i rappresentanti istituzionali dei territori coinvolti Nella stessa giornata, alle ore 20.00, il Circolo della Vela ospita la conferenza “ASI Net-Zero Classic: il programma a tutela ambientale del motorismo storico”, realizzata in collaborazione con la Commissione ASI Green e ACI Bari e con gli interventi di Francesco Di Lauro, David Richardson (Coryton Advanced Fuels) e Francesco Ciro Scotto (Fondazione Filippo Caracciolo-ACI). La 9^ Rievocazione del Gran Premio di Bari rientra infatti nel programma ASI Net-Zero Classic, risultando completamente neutra dal punto di vista delle emissioni di CO₂. Tale risultato è raggiunto tramite l’utilizzo di carburante biologico di seconda generazione per l’alimentazione dei veicoli partecipanti e la riforestazione certificata, nell’ambito di progetti di ricreazione delle foreste e di salvaguardia della biodiversità.

sabato 28 febbraio 2026

SANDRO MUNARI, IL "DRAGO" CI HA LASCIATO


Sandro Munari
ci ha lasciato. Il "Drago" di Cavarzere se ne è andato questa notte a 85 anni dopo una lunga malattia. Tutti ricordano i suoi successi legati all'era d'oro dei rally degli anni '70. Era stato allievo di un rallista polesano, Arnaldo Cavallari, che lo aveva avvicinato al mondo delle corse su strada. Ma, come spesso succede, l'allievo aveva poi superato il maestro. Sandro Munari per anni è stato il pilota più vincente dei rally, prima con la piccola Lancia Fulvia HF della squadra corse diretta da Cesare Florio, e poi con la mitica e invincibile Lancia Stratos. La sua prima vittoria importante era stato il Tour de Corse del '67 (lo stesso Sandro amava dire che quella era stata la vittoria nel rally più duro) ma la sua fama è rimasta legata alle vittorie nel Rally di Montecarlo, la prima nel 1972 con la Fulvia HF (a sorpresa, battendo lo squadrone delle Alpine A110 e le Porsche 911) e le successive con la Lancia Stratos.

Tra le tante vittorie quella nella Coppa FIA Piloti del '77, che poi diventò il Campionato Mondiale Piloti Rally. Ma Sandro Munari non è stato solo un pilota di rally: ha corso e vinto anche con la Ferrari 312P, in coppia con Arturo Merzario, alla Targa Florio del 1972. Unico suo cruccio non aver mai vinto il Safari Rally, non ostante i tanti tentativi. La sfortuna in varie occasioni si accanì contro di lui. Ora il mondo delle corse su strada lo ricorda e lo piange, come piange il periodo glorioso dei rally veri.

giovedì 21 agosto 2025

AL MUGELLO IL 5-7 SETTEMBRE FESTA PER I 50 ANNI DEI CAMPIONATI RENAULT IN ITALIA


Il 23 marzo 1975, sul circuito del Mugello, si scriveva una pagina di storia dell'automobilismo italiano. In quell'anno, infatti, prendeva il via il primo Campionato Monomarca Renault 5, con le iconiche R5 LS a sfidarsi in pista. Il 1975 fu un anno memorabile, un'annata d'oro per il nostro Motorsport: fu l'anno in cui Niki Lauda conquistò il suo primo titolo mondiale di Formula 1 al volante della Ferrari, mentre la Lancia Stratos dominava il Campionato del Mondo Rally. Non solo: l'Alfa Romeo conquistava il titolo mondiale costruttori, un triplice trionfo che fece sognare l'Italia intera. Proprio in quel periodo, la Renault 5 stava già riscrivendo le regole del gioco. Questo modello ha rappresentato un successo commerciale straordinario, arrivando a metà della sua esistenza a conquistare il 10% del mercato globale, grazie a un design innovativo che la rendeva perfetta per le famiglie. La sua storia agonistica in Italia iniziò proprio nel 1975 con la "Coppa R5", disputata con le versioni stradali dell'epoca, come la R5 TS e LS. La vera svolta avvenne l'anno dopo con la nascita della Coppa Renault 5 Alpine, un campionato che si proponeva di "trovare giovani piloti per lanciare la loro carriera". La parità delle vetture permetteva alle abilità del singolo di emergere, un principio fondamentale che avrebbe guidato la filosofia monomarca di Renault per i decenni successivi. Per celebrare questo importante anniversario, il Cragi invita i propri soci a un raduno speciale dedicato a tutte le vetture Renault da competizione e stradali prodotte fino ai giorni nostri. Ci ritroveremo all'Autodromo Internazionale del Mugello dal 5 al 7 settembre 2025 per condividere la passione e rivivere le emozioni di quegli anni.

venerdì 27 giugno 2025

ASI AL MIMO 2025 CON LA STORIA DELLE AUTO DA COMPETIZIONE




MIMO - Milano Monza Motor Show
è pronto ad accendere i motori per la sua quarta edizione, che si svolge all’Autodromo Nazionale Monza da venerdì 27 a domenica 29 giugno. Il festival motoristico a ingresso gratuito regala tre giorni di pura passione e adrenalina automobilistica, trasformando l’Autodromo brianzolo in una vera e propria città dei motori a vocazione fortemente dinamica, animata da parate spettacolari ed esibizioni mozzafiato delle più esclusive supercar, hypercar e dai test drive delle case automobilistiche che mettono a disposizione del pubblico le proprie novità.
ASI partecipa a MIMO 2025 con un’esposizione dedicata alle auto storiche da competizione nei box 9-10-11-12 e con due esemplari della Collezione ASI Bertone alimentate a bio-carburante per il programma ASI Net Zero Classic: la Lancia Stratos HF del 1975 e la Lamborghini Countach 5000 Quattrovalvole del 1987. Pronte a scendere in pista per dare un’accelerata alla sostenibilità.
L’esposizione ASI conta due vetture di Formula 1, la Surtess TS 19 che corse nella stagione 1976 con il pilota australiano Alan Jones e la Arrows A1 che partecipò al mondiale nel 1978 con Riccardo Patrese. Poi la March 712 M di Formula 2 del 1971 ex Carlos Pace, la Brabham BT 41 di Formula 3 del 1975 ex Luciano Pavesi e due piccole monoposto addestrative come la Formula Monza del 1967 e la Spedo Formula Junior del 1994.
Tra le ruote coperte spiccano le granturismo De Tomaso Pantera Gruppo 4 vincitrice del Giro Automobilistico d’Italia 1973 e la Iso Grifo A3C del 1964, la Lancia Fulvia Sport Zagato Competizione del 1968 (un esemplare pre-serie ex Scuderia Jolly Club appena restaurato dalla famiglia Facetti), la BMW CSL Gruppo 2 del 1976 e la Osella PA7 Sport Prototipo del 1979 utilizzata da Lella Lombardi e Giorgio Francia.
Il “tempio della velocità” attende anche i Tesserati ASI, per i quali la Federazione ha messo a disposizione tre slot gratuiti di giri liberi in pista con le proprie auto storiche (sportive e da competizione, purché in possesso di Certificato di Rilevanza Storica e/o di Certificato di Identità ASI). I turni sono previsti venerdì 27 giugno dalle 10.30 alle 10.55 e dalle 14.30 alle 14.55 e sabato 28 giugno dalle 11.00 alle 11.25: ed è spettacolo nello spettacolo per ammirare sul tracciato la storia dell’automobile alimentata dalla passione dei veri cultori.
LE BIO-BENZINE DI SECONDA GENERAZIONE
Le bio-benzine di seconda generazione utilizzate nel programma ASI Net Zero Classic seguono lo standard EN228 utilizzato per la distribuzione di carburante in tutta Europa. Sono miscele di idrocarburi a catena compresa tra i 6 ed i 12 atomi di carbonio. Nel caso della benzina “tradizionale”, questi idrocarburi derivano dalla distillazione frazionata del petrolio grezzo che esce dai giacimenti sotterranei o sotto il fondo marino. Nel caso delle bio-benzine, invece, il carbonio che va a formare le catene degli idrocarburi è di origine vegetale: è stato catturato dagli organismi vegetali dall’atmosfera, trasformato in cellulosa e zuccheri, dai quali viene estratto tramite fermentazione che porta alla formazione di bioetanolo e altre sostanze simili. Le quali, a loro volta, tramite reazioni chimiche esotermiche, quindi molto efficienti in quanto non richiedono energia ma la producono, vengono trasformate negli idrocarburi necessari per la miscela di cui sopra.
Il bio-etanolo sparisce quasi completamente. Nel prodotto finale esso è presente tra lo 0,5% e l’1%, diversamente dalle benzine alla pompa, che ne contengono il 5% (E5) oppure il 10% (E10). Va sottolineato perché l’etanolo è il vero killer dei motori storici, in particolare dei loro impianti di alimentazione, in quanto ne attacca i materiali a seguito del suo potere corrosivo e all’alto contenuto di umidità.
Bio-benzina di seconda generazione vuole dire che il feed-stock, ovvero il materiale di partenza per i processi produttivi, deriva da scarti dell’agricoltura e dell’industria alimentare e non da prodotti agricoli appositamente fatti crescere con conseguente consumo di suolo e sottrazione di sostanze alimentari alle popolazioni come nel caso della prima generazione.
La bio-benzina, essendo a tutti gli effetti una benzina EN228, emette 2,3 kg di CO2 per ogni litro bruciato, esattamente come le altre. Ma per produrla si sono sottratte quantità di carbonio all’atmosfera: quello che importa per la mitigazione degli effetti climatici è il bilancio di carbonio. Dunque, se ne consumo e poi ne emetto, devo andare a verificare il bilancio tra le due quantità. Per farlo, mi serve una scheda di produzione della benzina estremamente attendibile e certificata da organismi e istituti autorevoli e super-partes, che ne attestino quanto feed-stock di ordine biologica e quanto di origine fossile è stato utilizzato nella produzione: nel caso della bio-benzina usata da ASI, questa percentuale è dell’80%. Il contenuto di carbonio dell’atmosfera non viene dunque appesantito per 2,3 kg di CO2 per ogni litro di benzina ma solamente per l’80% di tale quantità.
La benzina Sustain Classic 80 utilizzata da ASI non presenta variazioni significative nella performance, non è necessaria alcuna modifica all’accensione o alla carburazione, può essere miscelata con altra “tradizionale” e la si può conservare per lunghi periodi nel serbatoio grazie al suo bassissimo contenuto di etanolo.
Già oggi il feed-stock disponibile potrebbe servire ad alimentare buona parte del parco circolante europeo, non solo storico: l’aumento continuo di produzione di bio-fuel e la diminuzione della domanda di carburanti man mano che procede l’elettrificazione lasciano calcolare un facile surplus di materia prima entro tempi brevissimi: la neutralità climatica si potrebbe raggiungere molto prima del 2050 se venissero tolti i vincoli attuali.





martedì 29 ottobre 2024

PREMIO ASI PER IL MOTORISMO STORICO AD ARTURO MERZARIO


 


Sabato 26 ottobre, sul palco dell’ASI Village al salone internazionale “Auto e Moto d’Epoca” di Bologna, l’Automotoclub Storico Italiano ha assegnato la sesta edizione del “Premio Nazionale per il Motorismo Storico” ad Arturo Merzario, il “cowboy delle corse”. Il Presidente ASI Alberto Scuro ha consegnato il prestigioso riconoscimento al grande campione che da Civenna - suo paese natale sulle sponde del Lago di Como – ha conquistato le vette più alte dell’automobilismo sportivo mondiale.
 “Un cappello da cowboy – queste le motivazioni esposte dal Presidente Scuro - è diventato il suo segno distintivo e ne definisce anche il carattere di chi correva per amore della velocità pura e del rischio consapevole. Arturo Merzario ha attraversato un’intera epopea del motorismo, passando dai team più blasonati della Formula 1 e correndo in tutti i templi della velocità, scrivendo una storia densa di imprese e guidando con naturalezza alla 24 Ore di Le Mans come alla Targa Florio, oppure al Nurburgring con quel salvataggio di Niki Lauda dall’auto in fiamme, che Merzario fa scorrere solo come un episodio di vita che si è risolto nel migliore dei modi. Arturo Merzario è un talento poliedrico, un gentleman delle corse nato per esaltarsi al volante di una vettura. La sua perseveranza e il suo impegno che ancora oggi nel nostro mondo lo vede attivissimo lo hanno reso un’icona.”
 Il Premio ASI per il Motorismo Storico è stato istituito nel 2019 e nel suo albo d’oro figurano personalità quali Maria Elisabetta Alberti Casellati (l’allora Presidente del Senato), l’ingegnere Giampaolo Dallara, i car designer Marcello Gandini e Leonardo Fioravanti per la doppia assegnazione del 2021, il quindici volte iridato nel motomondiale Giacomo Agostini e l’indimenticata direttrice del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino Mariella Mengozzi.
 La cerimonia di premiazione ha caratterizzato il fitto programma dell’ASI nei quattro giorni di “Auto e Moto d’Epoca”, insieme a molti altri appuntamenti che si sono susseguiti sul palco dell’ASI Village, il grande spazio della Federazione, condiviso con i propri Club, che quest’anno aveva un titolo attuale ed evocativo: “Classiche in viaggio, il piacere del turismo lento”.
Anche l’esposizione ha seguito il tema, proponendo uno speciale “tris” di esemplari unici conservati nella Collezione ASI Bertone: la Lamborghini Genesis del 1987, la Porsche Karisma del 1994 e la Cadillac Villa del 2005. Tre epoche, tre marchi e tre designer differenti per godere dell’inconfondibile stile Bertone declinato nel piacere di viaggiare.
La Genesis è tuttora la prima e unica monovolume a sfoggiare il logo di Sant’Agata Bolognese; realizzata da Marc Deschamps è dotata del poderoso V12 da 455 CV della Countach 5000 Quattrovalvole. La Karisma, firmata da Luciano D’Ambrosio, è una vera sfida alla tradizione di Stoccarda con la proposta di una comoda berlina a quattro posti dotata di grandi portiere ad ali di gabbiano ma mantenendo il classico 6 cilindri Porsche in posizione posteriore. La Villa è una futuristica monovolume nata sotto la direzione di Giuliano Biasio, con l’obiettivo creare un ambiente interno accogliente, spazioso, luminoso e comodo, proprio come un salotto.
L’esposizione ASI si completava con la Lancia Stratos HF del 1974 – anch’essa conservata nella Collezione ASI Bertone – utilizzata per una serie di test e prove sperimentali con bio-carburante di seconda generazione, ottenendo ottimi risultati sia in ambito prestazionale, sia sotto il profilo delle emissioni.
 Il tema del turismo ha chiuso la rassegna con la conferenza “Il grande valore delle manifestazioni ASI: condivisione, turismo lento, promozione dei territori e cultura dei motori”.

mercoledì 23 ottobre 2024

ASI VILLAGE AD 'AUTO E MOTO D'EPOCA 2024'

 


Da giovedì 24 a domenica 27 ottobre i padiglioni di Bologna Fiere ospitano la 41^ edizione di “Auto e Moto d’Epoca”, salone internazionale e luogo di incontro per appassionati del settore provenienti da tutto il mondo. Spazi immensi (235.000 mq e 14 padiglioni) dedicati ai motori vintage di ogni genere ed epoca: contesto nel quale l’Automotoclub Storico Italiano opera sin dal 1966 ponendosi oggi come riferimento per amatori, operatori e istituzioni. Lo spazio della Federazione occupa quasi interamente il Padiglione 21 con l’ormai consueto ASI Village condiviso con i propri Club che quest’anno sfoggia un titolo attuale ed evocativo: “Classiche in viaggio, il piacere del turismo lento”.
Anche l’esposizione segue il tema, proponendo uno speciale “tris” di esemplari unici conservati nella Collezione ASI Bertone: la Lamborghini Genesis del 1987, la Porsche Karisma del 1994 e la Cadillac Villa del 2005. Tre epoche, tre marchi e tre designer differenti per godere dell’inconfondibile stile Bertone declinato nel piacere di viaggiare in pieno confort e in compagnia.
La Genesis è tuttora la prima e unica monovolume a sfoggiare il logo di Sant’Agata Bolognese; realizzata da Marc Deschamps è dotata del poderoso V12 da 455 CV della Countach 5000 Quattrovalvole. La Karisma, firmata da Luciano D’Ambrosio, è una vera sfida alla tradizione di Stoccarda con la proposta di una comoda berlina a quattro posti dotata di grandi portiere ad ali di gabbiano ma mantenendo il classico 6 cilindri Porsche in posizione posteriore. La Villa è una futuristica monovolume nata sotto la direzione di Giuliano Biasio, con l’obiettivo creare un ambiente interno accogliente, spazioso, luminoso e comodo, proprio come un salotto.
Esemplari di pregio anche per le due ruote, con una line-up di rare Benelli della Collezione ASI Morbidelli: un tributo a Pesaro, Capitale Italiana della Cultura 2024, dov’è nata l’azienda nel 1911 (la più antica fabbrica motociclistica italiana ancora in attività) e dov’è conservata la collezione acquisita da ASI nel 2020. Nell’ASI Village è possibile ammirare una 100 Tipo B del 1923, le 175 in versione Monza Gran Sport del 1930, 4TS del 1932 e Bialbero GP del 1934; la 250 SS Monoalbero del 1941 e la 250 GP 4 cilindri con compressore del 1942.
Altro tema motociclistico è dedicato alle “maxi tourer” dotate di motori a 6 cilindri, come le Benelli “Sei” 750 e 900 del 1972 e 1979, la Kawasaki Z 1300 del 1978, le Honda CBX 1000 e Gold Wing 1500 del 1978 e 1988. Tutte provenienti dal Museo Battilani di Imola.
L’esposizione ASI si completa con la Lancia Stratos HF del 1974 – anch’essa conservata nella Collezione ASI Bertone – che quest’anno ha completato una serie di test e prove sperimentali utilizzando bio-carburante di seconda generazione ottenendo ottimi risultati sia in ambito prestazionale, sia sotto il profilo delle emissioni. L’intero programma promosso dalla Commissione ASI Green viene illustrato nella conferenza in programma venerdì 25 ottobre alle 15.00 sul palco dell’ASI Village.
Sempre qui, sabato 26 ottobre alle 12.00, si tiene la cerimonia ufficiale di consegna del “Premio ASI per il Motorismo Storico 2024” ad un grande campione dell’automobilismo: il “cowboy delle corse” Arturo Merzario, ancora oggi impareggiabile testimonial di passione, entusiasmo e professionalità e sempre immerso nel “suo” mondo a quattro ruote. Come ulteriore tributo al pilota comasco è esposta la Fiat Abarth 2000 Sport del 1969 che contribuì alla crescita della carriera professionale di Merzario, lanciato nel mondo delle corse proprio da Carlo Abarth.
Nel corso delle quattro giornate di salone è previsto un fitto programma di appuntamenti che segue l’inaugurazione dell’ASI Village prevista per giovedì 24 ottobre alle 12.00. Si ricordano, in particolare, la presentazione di nuovi premi e concorsi ASI come il “Grifo d’Oro” per giovani designer e il “Classic Motor Press Award” per giornalisti (giovedì 24 alle 12.30); l’annuncio dei grandi eventi motociclistici ASI MotoShow e FIVA Motorcycle Rally 2025 (venerdì 25 alle 14.30); l’anteprima di ASI Circuito Tricolore 2025 (sabato 26 alle 11.30); il tributo ai 110 anni Maserati (sabato 26 alle 15.00), per il quale si espone l’iconica monoposto da Gran Premio 6C/34, uno dei soli cinque esemplari costruiti e utilizzati in gara dai più grandi campioni dell’epoca coma Tazio Nuvolari e Achille Varzi.
Il tema del turismo chiude la rassegna con la conferenza “Il grande valore delle manifestazioni ASI: condivisione, turismo lento, promozione dei territori e cultura dei motori”, in programma domenica 27 ottobre alle 12.00.

mercoledì 26 giugno 2024

PATRESE E BIASION TESTER D'ECCEZIONE CON LA STRATOS DELL'ASI A BIO CARBURANTE

 



Sabato 22 e domenica 23 giugno si è svolta la 28^ edizione della Vernasca Silver Flag, lo speciale concorso dinamico di restauro e conservazione per auto storiche sportive e da competizione che rievoca la corsa in salita “Castell’Arquato-Vernasca” disputata tra il 1953 e il 1972. Una storia rimasta nel cuore degli appassionati e nella memoria del territorio, riscoperta, valorizzata e alimentata ogni anno da un evento che ha raggiunto grande notorietà anche a livello internazionale.
La Vernasca Silver Flag è organizzata dal Club Piancentino Automotoveicoli d’Epoca federato ASI e la Federazione ha partecipato anche a quest’ultima edizione - dedicata ai “Grandi Anniversari”, in particolare ai 100 anni della Bugatti Type 35 e ai 110 anni della Maserati – con una “missione” ben precisa: ultimare il programma di test dedicati all’uso dei bio-carburanti. Per di più con due “tester” d’eccezione: Riccardo Patrese e Miki Biasion. I due campioni ospiti della “Vernasca” si sono alternati alla guida dell’iconica Lancia Stratos conservata nella Collezione ASI Bertone e utilizzata come laboratorio per le attività coordinate dalla Commissione ASI Green con la supervisione del suo Presidente Francesco Di Lauro.
“Per questa importante iniziativa – spiega il Presidente ASI Alberto Scuro – abbiamo prima di tutto analizzato il bio-carburante Sustain Classic della Coryton Advanced Fuels per verificarne i parametri dichiarati dal produttore. Successivamente, abbiamo portato la Stratos al banco prove della Stazione Sperimentale dei Carburanti di Innovhub, a San Donato Milanese, per misurare e comparare le emissioni con quelle della benzina tradizionale secondo il ciclo NEDC. I risultati sono stati molto positivi, come l’abbattimento dell’ossido di carbonio di circa il 30% e del particolato del 26%. Le attività sono poi proseguite con la collaborazione di Quattroruote, affrontando i test dinamici sulla pista di Vairano per misurare le prestazioni. Molto bene anche su questo fronte, con qualche miglioramento utilizzando il bio-carburante. La sintesi attuale, anche se stiamo procedendo con altre prove insieme alle Università di Milano e di Firenze, è che questo bio-carburante di seconda generazione è a tutti gli effetti uguale alla benzina tradizionale e non prevede alcun tipo di intervento o modifica sul motore originale.”
Le tre salite affrontate dalla Stratos alla Vernasca Silver Flag hanno quindi suggellato una “missione” seria e coraggiosa, che l’Automotoclub Storico Italiano ha affrontato con spirito visionario pensando ai veicoli del passato come strumenti di innovazione per il futuro. Inoltre, 250 litri di bio-carburante Sustain Classic sono stati messi a disposizione gratuitamente per gli altri partecipanti dell’evento, riscuotendo grande curiosità e interesse. A uno di essi è stato assegnato lo speciale Trofeo ASI Green, consegnato al tedesco Michael Lipps per la sua Lancia Stratos Gruppo 5 del 1975, la gemella in abito da corsa della vettura-laboratorio utilizzata da ASI.
La presenza e la partecipazione attiva di Riccardo Patrese e Miki Biasion ha ulteriormente avvalorato la positiva esperienza promossa da ASI, riscontrando consenso anche da parte loro.
“Se questa è la strada per guadagnare green e pulizia di atmosfera – ha confermato Patrese -allora credo sia giusto proseguire, piuttosto che concentrarsi soltanto sulla tecnologia elettrica, che lascia ancora molti dubbi. Probabilmente, se si riuscisse ad introdurre questa nuova tecnologia dei bio-carburanti sarebbe senz’altro positivo per il futuro dei veicoli storici. Un futuro garantito anche dallo svolgimento e dalla diffusione di eventi come la Vernasca Silver Flag, in grado di attirare ed entusiasmare i giovani diffondendo allo stesso tempo la cultura e la conoscenza dei veicoli storici.”
“La Stratos – ha sottolineato Biasion - è la vettura che mi ha fatto innamorare dei rally. Non ne ho mai guidata una nelle competizioni e sono stato felicissimo di aver usato quella della Collezione ASI Bertone alla Vernasca Silver Flag, per di più alimentata a bio-carburante. Non ho percepito alcuna differenza con l’uso di questo carburante alternativo, perché le prestazioni sono esattamente identiche, se non superiori avendo 98 ottano, rispetto alla benzina commerciale. Ben venga questa soluzione e questa nuova opportunità di progresso anche nel settore delle auto storiche.”
La Vernasca Silver Flag ha mosso appassionati e istituzioni, come i rappresentanti internazionali della FIVA (con il Presidente Tiddo Bresters e il Presidente della federazione spagnola Raùl Aranda) e la Presidente dell’Interguppo Parlamentare del Motorismo Storico, la Senatrice Elena Murelli: “ASI sta dimostrando che i veicoli storici possono avere un’altra vita e devono poter continuare ad essere testimoni delle proprie epoche e dello sviluppo tecnologico, stilistico, sociale e dei costumi: uno sguardo al passato proiettato al futuro.”
Come ogni concorso che si rispetti, anche la “Vernasca” ha incoronato le sue regine. Due le “Best of Show”: tra le vetture anteguerra si è imposta la Bugatti Type 35 del 1924 di Giacomo Foglia e tra quelle dopoguerra la Ferrari 250 GT Tour de France del 1957 portata da Massimo Chini.
I premi ASI per il miglior restauro e per la vettura meglio conservata sono stati assegnati all’Alfa Romeo Giulietta SZ del 1962 di Silvio Mantovan e alla Maserati 200 S del 1956 di Alfredo Stola. Premio FIVA alla Lancia Lambda “Julian Jane” del 1925 di Rale Wittenberg.

giovedì 6 giugno 2024

BIOCARBURANTI: L'INEDITA PROVA DI ASI E RUOTECALASSICHE CON UNA LANCIA STRATOS




È una prova inedita ed esclusiva quella realizzata da Ruoteclassiche (Editoriale Domus) in collaborazione con l’Automotoclub Storico Italiano e pubblicata sul numero di giugno in uscita domani.
Due i protagonisti: da un lato, la splendida Lancia Stratos conservata nella Collezione ASI Bertone. Dall’altro, il Sustain Classic Super 80, un biocarburante di seconda generazione prodotto dalla Coryton Advanced Fuels con la quale ASI collabora dal 2023 nell’ambito dei suoi progetti legati alla sostenibilità.
Si tratta di carburanti innovativi, realizzati utilizzando parti di scarto delle lavorazioni agricole additivate e mescolate alla normale benzina (nel caso del Sustain Classic Super 80 il mix è pari all’80% di biocarburante e 20% di benzina fossile). Proprio grazie al processo con cui vengono creati, i biocarburanti permettono di ridurre le emissioni di CO2: l’anidride carbonica emessa allo scarico dalla vettura che li utilizza è per buona parte bilanciata da quella assorbita durante la coltivazione di terreni, piante e di qualunque altro elemento presente di quegli scarti che danno poi origine al biocarburante stesso.
L’obiettivo è stato verificare, realmente e in modo scientifico come è tipico per Ruoteclassiche e Quattroruote, l’effettiva compatibilità della nuova benzina ecologica con le auto storiche.
Guidata dai collaudatori del Centro Prove di Quattroruote, la Lancia Stratos rifornita di biocarburante ha girato in pista per sei ore. In totale, 639 chilometri percorsi alla media di 106,5 km/h e con un consumo di 90 litri della speciale benzina. Lungo l’arco dell’intera prova, il comportamento della Stratos è stato irreprensibile, senza malfunzionamenti o variazioni allarmanti nelle temperature di esercizio.
I test prestazionali, realizzati sempre dal Centro Prove di Vairano, non hanno messo in luce sostanziali variazioni passando da un carburante all’altro. C’è stato un leggero miglioramento della velocità massima, che è probabilmente dovuto al numero di ottano più elevato e a una migliore combustione del biocarburante.
Il biocarburante ha superato anche il test di emissioni allo scarico in laboratorio effettuato presso la sede di San Donato Milanese di Innovhub - Stazioni Sperimentali per l’Industria, centro di ricerca e innovazione, accreditato ACCREDIA come Laboratorio di prova operante in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018. Nel ciclo urbano è stata rilevata una riduzione delle emissioni di monossido di carbonio del 26%, salita al 31% in quello extraurbano. Ridotte anche le emissioni allo scarico degli idrocarburi incombusti, compresa la componente metanica, e del particolato carbonioso. I dati emersi durante i cicli di prova effettuati in ripetibilità sul banco a rulli, dimostrano una riduzione tangibile nelle emissioni delle più importanti sostanze nocive.
“Questa prova dimostra non soltanto che questi prodotti rappresentano la soluzione più immediata per ridurre l’impatto ambientale delle automobili storiche, ma anche che l’intero mondo heritage si sta correttamente sensibilizzando al tema della transizione ecologica, pur nella consapevolezza che la percentuale di sostanze inquinanti emesse dalle proprie auto d’epoca rispetto al totale annuo è davvero esiguo. C’è da sperare che tale innovazione sia ben accolta e sostenuta anche dalle istituzioni, che purtroppo ancora troppo spesso sembra non vedano di buon occhio questo mondo” commenta Gian Luca Pellegrini, direttore di Ruoteclassiche.
“Prosegue senza sosta il percorso virtuoso di ASI verso il futuro del settore – sottolinea il Presidente ASI Alberto Scuro - e grazie al lavoro della nostra Commissione ASI Green ci stiamo focalizzando su un tema fondamentale: quello della sostenibilità. Abbiamo già dimostrato, numeri ufficiali alla mano, che i veicoli di interesse storico e collezionistico certificati in Italia hanno un’influenza residuale sulle emissioni e per fare ancora di più abbiamo avviato studi approfonditi sui carburanti alternativi: il futuro è già qui, noi vogliamo farne parte perché i veicoli storici non sono un problema ma una ricchezza per il Paese e devono poter continuare a circolare”.






mercoledì 30 agosto 2017

Erik Comas e Yannick Roche vincono la 22° edizione del Rally Alpi Orientali Historic

foto di Max Ponti


Erik Comas torna a correre una gara in Italia, la 22. edizione del Rally Alpi Orientali, rincorrendo i punteggi del campionato europeo per il quale è in lizza per il titolo della 2. Categoria. Il navigatore che lo affianca è il francese Yannick Roche, la Lancia Stratos è invece la solita, anzi no visto che ha ricevuto ulteriori sviluppi tecnici in questi due anni. Comas la conosce alla perfezione "Sembra un kart ora, si fa guidare che è uno spettacolo" confida alla vigilia. E lui la guida, ancor meglio di prima, sa dove la "bete a gagner" può dare il massimo.
Non sono gli asfalti della prima tappa della gara friulana, i terreni dove chiedere ed avere il massimo del rendimento dalla "Stratos" "Non abbiamo abbastanza motore rispetto le Porsche, però ci siamo difesi nei tratti guidati e in discesa"  Il francese commenta la terza piazza assoluta nella quale ha concluso la prima giornata, alle spalle di Marco Bianchini che con la Lancia Rally 037, precede "Lucky" in difficoltà con l'usura delle gomme della sua Lancia Delta Integrale del Team Isola Vicentina. Ma Comas chiude l'intervista con "...domani sarà una gara diversa".
Le prime tre frazioni cronometrate hanno infatti visto in testa alla classifica assoluta dell'Alpi Orientali, Elia Bossalini, che con la Porsche 911 Gruppo B ha fatto la grande differenza, per poi perdere il primato nella quinta piesse la spettacolo di Gemona del Friuli, nella quale ha pagato penalità per essere arrivato in ritardo al Controllo orario, scivolando in quinta piazza assoluta. Bianchini poi vince la prova spettacolo cittadina e chiude al comando la prima tappa.
Anche la seconda tappa si corre sempre nella zona del Torre e del Natisone, ma cambiano gli scenari, le prove speciali sulle quali s'articola sono Trivio, Tribil e Mersino. Comas cambia passo. Il francese infila un trittico di scratch che gli permette di annullare i 17"8 che lo separano dal leader Bianchini, ed è primo staccando di 22"3 "Lucky", secondo. Terzo è Bianchini, ma in difficoltà sui tracciati più guidati, soprattutto sulla Mersino.
Le ultime tre piesse sono una sorta di passerella trionfale per Comas e la sua Stratos, il transalpino che corre con licenza italiana abbassa il ritmo e lascia a Bianchini, Da Zanche e Lucky l'onore delle migliori prestazioni.

lunedì 31 ottobre 2016

AL REVIVAL RALLY VALPANTENA CI SARA' AL VIA ANCHE TONY FASSINA

Sono oramai chiuse le iscrizioni per il 14° Revival Rally Club Valpantena, attesa manifestazione di Regolarità Sport che si correrà in Valpantena e zone limitrofe (provincia di Verona) dal 3 al 5 novembre prossimi.
L’adesione e l’affetto dei concorrenti è stato anche quest’anno molto alto, ma a spiccare su tutti sono i nomi di alcune autentiche leggende del rallysmo nazionale. Per la prima volta al Valpantena, parteciperà quest’anno anche Tony Fassina. Il pilota di Valdobbiadene, navigato da Marco Verdelli, non ha voluto mancare a questo straordinario appuntamento e sarà al via con una Lancia Rally 037 della K-Sport. Tony non ha certo bisogno di presentazioni: nel cuore degli appassionati è soprattutto il vincitore del Rally di Sanremo 1979, quando portò la Lancia Stratos del Jolly Club, assieme a Mauro Mannini, davanti a tutti. Il suo palmares si completa poi con il titolo di Campione Europeo sull’Opel Ascona 400 nel 1982, navigato da Rudy dal Pozzo.
E proprio “Rudy” non mancherà nemmeno quest’anno, assieme all’amico “Lucky” Battistolli. La supercoppia tricolore porterà in Valpantena la stupenda Ferrari 308 GTB in livrea Olio Fiat con la quale lo scorso anno deliziarono i tanti spettatori presenti sul percorso. Al termine della stagione che l’ha visto impegnato principalmente con la Lancia Delta Gruppo A nel Campionato Italiano Rally, il pilota vicentino tornerà al volante della vettura del Cavallino, di cui è uno dei migliori interpreti nazionali.
Sorpresa al via sarà invece quella di “Pedro”, oramai un abituè dell’evento. Il pilota bresciano, fresco vincitore dell’ultimo appuntamento del Campionato Italiano Rally Auto Storiche al recente 11° Rally Due Valli Historic, guiderà al Valpantena una Lancia Delta S4.
La scelta anche per onorare l’iniziativa di quest’anno, ovvero il “Tributo Gruppo B”. Il Revival Rally Club Valpantena renderà omaggio ai “mostri” del rallysmo mondiale riservando a queste vetture un premio speciale che farà rivivere gli anni più spettacolari e più controversi della storia del rallysmo, quando la potenza e le prestazioni delle vetture raggiunsero livelli incredibili e dando luce a delle autentiche icone come la Lancia Delta S4, la Peugeot 205 T16 o la brutale Audi Quattro S1.
Come ciliegina di questo speciale evento nell’evento, va sottolineata la presenza di un’Audi Quattro S1 proveniente direttamente dal Museo Audi di Ingolstadt che sarà portata in gara da Walter Mayer. L’esemplare ha corso alcuni appuntamenti del Campionato del Mondo e sarà la protagonista assoluta dell’evento.
Infine altri due graditi ritorni. Il primo quello di Franco Ceccato, con la Fiat 131 Abarth in livrea “Quattro Rombi” che portò in gara negli anni Settanta e Ottanta. Il pilota vicentino, che con questa vettura si aggiudicò il Campionato Italiano 1982, è probabilmente il migliore interprete italiano della spettacolare berlina Abarth. Il secondo quello di Roberto Montini, che dopo l’esperienza dell’anno passato sarà nuovamente della partita con una Lancia Rally 037.

lunedì 12 settembre 2016

Deladio vince il Rallye Historique San Martino


La settima edizione del Rallye Historique San Martino di Castrozza è stata una gara ricca di colpi di scena e avvicendamenti, sia per quanto riguarda il rally quanto per il revival di regolarità sport.
Si inizia il venerdì sera con la disputa della prova speciale spettacolo nella quale Giorgio Costenaro e Sergio Marchi sono i più veloci con la Lancia Stratos; il duo marosticense si ripete nella prima prova del sabato, la “Sagron Mis”, ma nella successiva abbandona subito dopo lo start. La lunga e temuta “Valmalene” da il primo scossone alla classifica grazie allo scratch di Claudio Zanon e Maurizio Crivellaro con la Porsche 911 RSR i quali passano al comando con oltre un minuto su un convincente Andrea Montemezzo con l’Opel Kadett GSI che divide con Andrea Fiorin e su Pierluigi Zanetti e Roberto Scalco, provvisoriamente terzi con l’Opel Ascona e tallonati da un veloce Gianluigi Baghin ben coadiuvato da Elsa Daldosso sull’Alfa Romeo Alfetta GTV; attardati Lorenzo Delladio e Remo Bazzanella a causa della rottura di un condotto dell’impianto frenante della Posche 911 SC che costa loro un pesante gap. Sistemato il problema, il duo del Manghen Team si riscatta vincendo la “Gobbera” ed iniziando la rimonta dalla sesta posizione. Il secondo giro di prove regala un altro colpo di scena: a “Sagron Mis” si ferma per problemi meccanici la Porsche 911 di Zanon e Montemezzo si ritrova leader con Baghin alle spalle e Delladio che si porta in terza posizione e sulla successiva “Valmalene” sferra l’attacco che lo fa balzare al comando con 15”7 sul padovano dell’Opel. Delladio ribadisce la superiorità firmando i due scratch conclusivi e arriva sulla pedana a San Martino a festeggiare il primo successo assoluto in un rally storico: equipaggio, scuderia e gara, tutto firmato Trentino! Il podio viene completato da Montemezzo e Fiorin autori di una gara perfetta che vale loro anche la vittoria di 4° Raggruppamento e da Baghin e Dal Dosso davvero bravi e tenaci nel proseguire anche dopo un problema che ha rischiato di veder terminare anzitempo la gara.
Decisamente positiva anche la prestazione di Stefano e Lino Oss Pegorar, quarti assoluti con un’altra Opel Kadett GSI e gara da incorniciare per Roberto Naclerio e Michele Bizzotto, quinti su Opel Ascona SR. I bresciani Ruggero Brunori e Claudio Filippini portano in sesta posizione la Porsche 911 SC e in settima troviamo la Peugeot 205 Rallye, la più piccola di quelle in gara, dei bravi Mauro Taverna e Gianantonio Corso. Roberto Stevan e Lucio Baggio, ottavi, festeggiano il successo nel 2° Raggruppamento ottenuto con la Fiat 125 Special, la più datata delle vetture al via. Ancora Opel a completare la top ten con l’Ascona SR 1.9 di Paolo Dal Corso e Filppo Destro, noni, e Pierluigi Codato con Federico Busolin, decimi con la Kadett Gt/e.
La classifica scuderia ha premiato la Hawk Racing Club; dodici gli equipaggi classificati sui ventuno partiti.
Combattuta ed avvincente anche l’ottava edizione del Revival San Martino di Castrozza settimo appuntamento del Trofeo Tre Regioni che vedeva al via tutti i maggiori protagonisti della serie.
Dopo otto rilevamenti al centesimo di secondo, Andrea Giacoppo e Andrea Tecchio su Autobianchi A112 Abarth si sono aggiudicati la vittoria e per il driver vicentino si tratta del quarto successo stagionale nel Trofeo; solo tre penalità hanno permesso loro di sopravanzare la Porsche 911 T di Mauro Argenti e Roberta Amorosa, mentre, staccati di quattordici, Pietro Iula e William Cocconcelli hanno concluso terzi con la Porsche 911 SC. Vittoria per la Squadra Corse Isola Vicentina nella classifica scuderie.
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