
La gara è stata piena di colpi di scena in cui i “favoriti” sono stati messi fuori combattimento da rotture e guasti: il top driver Giovanni Moceri ha perso subito posizioni a causa di un guasto alla sua Fiat 1100/103 che gli ha fatto saltare le prove cronometrate di Caltagirone e Serravalle. Al team Accardo-Messina si è invece spenta l’auto sul pressostato della prova di Sciacca: 300 penalità prese in un momento critico della gara.
I vincitori Cavalleri – Meini si sono aggiudicati i meravigliosi piatti realizzati a mano con decorazioni barocche della Fratantoni Ceramiche di Santo Stefano di Camastra e l’iscrizione gratuita a La Gran Carrera 2015, prestigiosa gara che si svolge in Argentina a fine aprile, organizzata da Fernando Aranguren e gemellata con il Giro di Sicilia.

“E’ un piacere che il team Loro Piana Classic ancora una volta domini le prime posizioni del podio del Giro di Sicilia” ha commentato Rossella Labate di Alte Sfere. “E’ stata un’edizione fantastica sia sportivamente che dal punto di vista turistico. Il direttore di gara Stefano Torcellan ha disegnato un percorso inedito per il Giro che ha lasciato a bocca aperta per la bellezza dei paesaggi di cui hanno goduto tutti i driver, sia quelli che vengono da fuori sia i siciliani che hanno scoperto nuovi scorci paradisiaci della loro terra”.
“I miei più sinceri complimenti all’equipaggio vincente”, ha proseguito il Presidente del Veteran Car Club Panormus Antonino Auccello, “il Giro di Sicilia non è una corsa facile perché non è solo una manifestazione di regolarità ma anche una prova di resistenza dove ho visto vacillare grandissimi campioni nel corso degli anni e Tiberio e Cristina hanno dimostrato tutto il loro valore sportivo entrando nell’albo d’oro di questa gara”.
L’edizione ha sicuramente offerto tutto il meglio che la Sicilia può dare: arte e natura hanno dominato la scena del Giro di Sicilia. L’excursus storico della manifestazione è stato unico, i concorrenti potranno conservare il ricordo dei templi greci di Agrigento osservati durante la prima tappa e delle cattedrali arabo normanne di Monreale e Cefalù, quest’ultima presentata agli equipaggi direttamente dal sindaco Rosario Lapunzina. Protagonista assoluta la natura siciliana che ha dato il massimo di sé: gli odori della primavera sui monti Nebrodi, quelli degli agrumi sotto l’Etna ed ancora quelli del grano nell’entroterra fra Enna e Caltanissetta. Gli odori del mare di Sciacca e di Sant’agata di Militello, il colpo d’occhio delle isole Eolie poggiate su un mare estivo lungo la costa tirrenica ed infine le Madonie, patria della mitica Targa Florio.
Nel orso della gara si è svolta la competizione la “XXXIV La Sicilia dei Florio”, appendice facoltativa del XXIV Giro di Sicilia, con partenza dalle Tribune di Cerda ed arrivo a Cerda. La tappa unica ha visto gli equipaggi visitare il Museo Targa Florio di Termini Imerese e il Museo Vincenzo Florio di Cerda.
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