Correre, viaggiare, a due o a quattro ruote, meglio se d’epoca. Percorrere strade sconosciute, alla ricerca delle sfide e dell’avventura. Questo blog è dedicato a tutti quelli che hanno un’auto o una moto, e una storia da raccontare. Perché non si stancano mai di esplorare il mondo.
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mercoledì 14 settembre 2016
IL CIRCUITO CITTA' DI CONEGLIANO FA CENTRO
La Rievocazione storica del Circuito Città di Conegliano quest’anno è arrivata alla 18ma edizione, ma non risente certo dell’anzianità. Ogni anno i ragazzi del Club Serenissima Storico riescono a portare i concorrenti su strade e stradine incantevoli e indite lungo le colline sopra la cittadina trevigiana, unendo come da tradizione un programma che abbina alla sfida con il cronometro anche l’aspetto turistico. Un merito ben sottolineato dallo stesso primo cittadino di Conegliano Floriano Zambon, presente al via della gara domenica mattina in Viale Carducci e alle premiazioni all’Oasi Campagnola di Mareno di Piave. E lo stesso sindaco di Conegliano ha ricordato come il Circuito abbia il merito di riportare le auto storiche sulle strade che furono teatro di una delle prime gare automobilistiche del Triveneto ad inizio secolo, e che vide tra i protagonisti anche il mitico Ettore Bugatti.In questa edizione 2016 il Circuito Città di Conegliano ha visto al via 55 concorrenti provenienti non solo del Triveneto ma anche da regioni limitrofe come Lombardia ed Emilia Romagna, con qualche top driver alla ricerca di punti preziosi per la classifica ‘Formula Asi’.
Il programma, ormai collaudato dal presidente del Club Serenissima Giorgio Foramiti e dal suo team, prevedeva il via dal centro in viale Carducci di prima mattina, dove i concorrenti dovevano affrontare subito la prima prova cronometrata, prima di salire verso le caratteristiche strade delle colline per le altre prove, prima della sosta a Vittorio Veneto. Dopo il ristoro, la ripartenza per le altre prove sempre sul percorso collinare e verso la pianura con passaggio sulla Pedemontana, costeggiando i filari delle uve del Prosecco, alla vigilia della vendemmia. Quindi il traguardo finale all’Oasi Campagnola di Mareno con la conclusione della parte agonistica della manifestazione con il pranzo a base di specialità enogastronomiche locali e la tradizionale mega-torta. Nel pomeriggio poi il trasferimenti degli equipaggi al centro di Conegliano per le premiazioni, seguite dai brindisi di saluto (a base ovviamente di Prosecco Carpenè Malvolti Doc). E a brindare più di tutti sono stati i trevigiani Botter-Zamberlan portacolori del Club organizzatore che su A112 Abarth hanno smentito ancora una volta il detto ‘nemo profeta in patria’, aggiudicandosi la splendida coppa per vincitori assoluti di questa 18ma edizione del Circuito. L’equipaggio trevigiano ha lasciato a distanza i modenesi Falcone e Balboni (Mini Cooper, che però hanno avuto la soddisfazione di vincere la classifica Asi, con i coefficienti di anzianità delle auto). Terzi assoluti i bolognesi Rimondi-Fava (Porsche 911) della Nettuno Autostoriche, che per una volta hanno dovuto cedere lo scettro del primo gradito del podio. Ciò non ostante la coppia della Nettuno Autostoriche è saldamente al comando della classifica assoluta della Formula Asi, che si concluderà con la tradizionale finale di Perugia a novembre. Dietro al trio di testa nella classifica assoluta si sono classificati Cicuttini-Cossettini (Lancia Fulvia) portacolori della neonata Scuderia Friulana Regolaristi, Marcon-Venturini su Volkswagen Golf della Fuori Giri e Boscolo-Molon (Mini Cooper) del Club Ruote del Passato.
A conclusione delle premiazioni tra un brindisi e l’altro di prosecco il presidente del Club Serenissima Storico Giorgio Foramiti ha dato appuntamento a tutti per l’edizione numero 19 del Circuito di Conegliano a settembre 2017.
lunedì 11 febbraio 2013
Bugatti: una leggenda
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| una Bugatti al San Bernardo |
La storia della Bugatti è finita negli anni ’50, quando la casa automobilistica, oramai passata alla Hispano-Suiza, non è più riuscita a progettare una sola vettura competitiva e in grado di tenere il passo di un mercato che chiedeva prodotti diversi, adatti alla motorizzazione di massa che stava oramai prendendo campo. Le ultime Bugatti degli anni ’50 erano invece automobili pesanti e oramai lente, lussuose, sì, ma con un gusto decisamente troppo antiquato, legate a parametri superati come le sospensioni ad assale rigido, che non incontravano più i gusti e le esigenze dei nuovi acquirenti.
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