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domenica 19 giugno 2016

LE “OLD SPIDER” SULLE VIE DELL’UMBRIA

Un gruppo selezionato di  autentici gioielli da corsa è partito in occasione del ponte del 2 giugno, Festa della Repubblica, per una zingarata fra amici dall’impegnativo titolo “UMBRIA MISTICA”. L’obiettivo del gruppo, composto di stupende spider storiche (più un “infiltrato”…) era quello di andare a scovare, attraverso un tour dell’Umbria, cuore della penisola,   angoli antichi e di grande bellezza. Villaggi che racchiudono una storia millenaria, fatta di lotte fra Guelfi e Ghibellini, contese feudali, fortezze e castelli arroccati, luoghi di ascesi risalenti ai primi secoli del Cristianesimo o antiche strade romane  hanno contraddistinto questo itinerario, poco conosciuto ma ricco di atmosfera, senz’altro fuori dalla routine. Correre non rientrava nel programma di questo itinerario, anche se lungo il tragitto il gruppo di auto storiche ha percorso strade, a tratti anche impegnative, di quelle che soddisfano il piacere di guidare: dai quieti paesaggi collinari simili ad un quadro leonardesco alle salite lungo strade di montagna immerse nel verde, divertenti per la guida. Il tutto con in più, come spesso accade, qualche problema meccanico, per regalare qualche emozione da raccontare. Insomma, non sono venute meno le occasioni di confrontarsi, di risolvere qualche difficoltà con spirito d’iniziativa, ma soprattutto di divertirsi e stare in compagnia, guidando e fermandosi per guardarsi intorno, magari anche gustando cibi tradizionali e qualche vino eccellente. Non ne è mancata certo l’occasione.
Le auto in viaggio erano due splendide Jaguar XK 120 SE Special, una Jaguar XK 120 (datate rispettivamente 1951, 1952 e 1953), una Jaguar XK E Flat Floor del 1961, una Austin Healey Le Mans del 1954, due Triumph TR3 A, entrambe del 1960, un’Alfa Romeo Giulia 1600 Spider, una Porsche 356 A Cabrio del 1955, una Porsche 993 ed infine l’”infiltrata”, una Smart Cabrio, inserita nel gruppo perché saltasse all’occhio la diversità di stile, ma non di performance, fra auto antiche e moderne.
Una pioggia battente copriva gran parte dell’Italia quando i ventuno intrepidi amici sono partiti il primo giugno per la loro avventura. Ma sono stati fortunati: alla partenza la mattina da Mantova e Padova in direzione di Firenze e quindi Arezzo lungo al A1, solo un breve temporale li ha disturbati. In serata, le spider sono felicemente arrivate tutte insieme a Montefalco , dove la carovana era ospitata in un antico villaggio trasformato in un lussuoso agriturismo. Il due giugno, anniversario della Repubblica, la giornata è iniziata presto per il gruppo di amici, con una visita a Montefalco ed alla sua fortezza, che domina la valle umbra ricca di oliveti e dei vigneti che producono un famoso passito: il Sagrantino. Poi le auto hanno proseguito in carovana verso Bevagna,  dove, con una lunga sosta, il gruppo ha avuto tempo per visitare questo borgo costruito lungo l’antica Via Flaminia, uno dei più belli d’Italia,  che racchiude tante testimonianze, sia di epoca romana (le terme con i magnifici mosaici,  i resti del teatro) sia medievali, con i bei palazzi nobiliari e le chiese, separati da ripide stradine.
Il successivo stop è stata la città di Spello testimone del tempo antico, visitata con calma, ma solo dopo un buon pranzo con prodotti tipici e buon vino. La chiesa di Santa Maria Maggiore, con gli affreschi del Pinturicchio e del Perugino, splendori del Rinascimento, i balconi fioriti, le strade curate che s’inerpicano sulla collina, sono stati i ricordi più belli di questa visita. Prima di ritornare indietro a Montefalco per la seconda notte c’è stato anche tempo per una visita all’esposizione fotografica delle “Infiorate” di Spello, le artistiche creazioni di petali colorati che tappezzano le strade del centro storico il giorno della processione del Corpus Domini.
Il terzo giorno di viaggio, le storiche si sono dirette a Scheggino, piccolo paese lungo il fiume Nera dominato dall’alto da un’antica torre, per visitare il Museo del Tartufo creato dalla famiglia Urbani, primi in Italia a conservare e trasportare i tipici tartufi della Valnerina in tutto il mondo.
Da Scheggino la tappa successiva è stata l’Abbazia di San Felice e Mauro, un convento del X° secolo costruito presso le misteriose grotte della zona, abitate nel Medioevo dai primi monaci cristiani provenienti dalla Siria. Dopo il pranzo nell’antico scrittoio del convento, il viaggio dei nostri amici è continuato lungo la Valnerina, con una sosta a Vallo di Nera per visitare l’antico borgo arroccato sulla montagna, con le sue mura e i vicoli tortuosi, e le sue chiese abbellite da antichi affreschi. Infine l’arrivo al Castello di Postignano, un borgo fortificato arroccato sulle rocce, oggi trasformato in una elegante residenza. Il villaggio, abbandonato dopo un terremoto, è stato trasformato da pochi anni in un lussuoso residence con appartamenti, camere, un ristorante, sale wellness e saloni conviviali a disposizione degli ospiti. In più, il villaggio conserva ancora nella sua multiforme struttura le antiche botteghe artigiane, il frantoio e la chiesetta del paese, della quale sono stati recentemente riportate alla luce le antiche pitture.
Il quarto giorno di viaggio le auto storiche sono passate per Preci, cittadina divenuta famosa nel Medioevo per la sua scuola chirurgica, una delle più antiche d’Italia, per poi continuare il viaggio fino all’Abbazia di Sant’Eustizio, costruita sui resti di precedenti insediamenti romani (nella zona erano stati deportati gli ebrei fatti prigionieri dagli imperatori Vespasiano e Tito nel corso delle Guerre Giudaiche). I suoi monaci rimasero famosi per tutto il Medioevo per le loro conoscenze scientifiche, mediche e farmaceutiche.
Dopo la sosta, le auto storiche hanno ripreso la strada per arrivare a Norcia, città natale di S.Benedetto, dove sono rimaste a lungo esposte nella piazza centrale, mentre i viaggiatori visitavano la chiesa e il convento dedicato al Santo. Da qui, la tappa più impegnativa del viaggio, con la salita verso il Monte Vettore nel cuore della zona dei misteriosi Monti Sibillini, raggiungendo la sommità a 1.200 metri, prima di arrivare per il pranzo in un locale tipico a Castelluccio, un piccolo villaggio situato in cima ad una collina al centro di una grande valle dove, d’estate, i prati fioriti danno vita ad una scenografica tavolozza di colori. Da qui le vetture hanno proseguito lungo la tortuosa strada che scendendo a valle conduce a Visso, per poi raggiungere infine il Castello di Postignano per trascorrere l’ultima notte.
Il quinto e ultimo giorno, la comitiva ha avuto tempo per una sosta alle pendici di Assisi, ammirando la città da lontano e ricordando (con il conforto di un lauto aperitivo) le belle immagini del viaggio trascorso, prima di riprendere la strada di casa.

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