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mercoledì 26 aprile 2023

20° ITALIAN CLASSIC PARADE


 Organizzato dal Registro Fiat Italiano e dall’Associazione Marinai di Bardolino, si è svolto, sul lungolago di Bardolino (VR), l’annuale incontro di appassionati delle vetture italiane, per un giorno accomunati sotto lo stesso cielo, senza campanilismi di marchio, ma con un’esposizione di variegato genere delle vetture che hanno fatto grande l’industria automobilistica nazionale. Grande successo per questa 20^ edizione che ha visto iscritti ben 720 veicoli, con quindi una media di presenza di oltre 1400 persone che hanno assiepato, fin dalle 9 di domenica non solo con le vetture, ma anche con la presenza dei partecipanti: bar, ristoranti, negozi, della bella località turistica per la gioia degli operatori locali. Un plauso all’amministrazione comunale di Bardolino, che ha compreso, ormai da tempo, come le automobili, ben usate, sono un veicoli di cultura e quindi turismo e non solo mezzi, dichiarati inquinanti, secondo il “greto” pensiero... Il successo di questo evento sta nello spirito, non certo speculativo dell’evento, ma nello stile dei vecchi tempi, finalizzato al solo e semplice stare insieme. Ci si è mossi ognuno dalle proprie località (con media di 2 ore di viaggio) per essere presenti ed esporre la propria vettura (per quanto possibile, insieme ad altre similari). Non vi erano preiscrizioni e la quota di partecipazione (devoluta in beneficienza) era di soli 5 euro. Ovviamente pranzo libero in una delle tante possibili soluzioni. L’occhio, più veloce della fotografia ha visto tante vetture che hanno fatto la storia dell’automobile italiana, con alcuni esemplari particolari e ci scusiamo se non li citeremo tutti per non annoiare il lettore. Partiamo dalle più antiche: Fiat 501 S Corsa del 1924, seguite dalle Balilla - berlina 4m, Spider 3m del 1932 ed una Coppa d’oro del 1933. Come cantava  Paolo Conte: “Su una Topolino Amaranto si va che è un incanto nel ‘46”, ed eccola la piccola prima utilitaria italiana, vicino ad una rara Grand Prix Francis Lombardi, una vettura sportiva, economica e singolare. Nata nel 1968 dalla matita di Pio Manzù (che disegnerà anche la Fiat 127) era prodotta sulla base meccanica della Fiat 850, con carrozzeria in acciaio con componenti in vetroresina. Presente anche una 500 C Giardinetta Legno, restaurata. Non potevano mancare le Fiat 600 (l’auto che ha dato il via alla motorizzazione di massa italiana) insieme agli appassionati delle Fiat 500 (1957 - 1975), la vettura più modificata ed elaborata nella storia dell’automobile italiana. Anche la Fiat 126 era rappresentata. Delle 1100 parleremo tra poco. Esemplari nelle vetture “popolari” del tempo: la Fiat 850, nelle varie versioni: berlina, coupè, spider. Una Fiat 1300 del 1962 nel classico azzurro medio dell’epoca e la sua erede, 124 prima serie. Andando nei classici di prestigio dell’epoca, non potevano sfuggire: una Lancia Aprilia in un bel platino metallizzato, la Lancia Flaminia coupè Pininfarina, la sua diretta concorrente, la Fiat 2300 S coupè, e per l’Alfa Romeo, sebbene più anni ‘70 l’Alfa Romeo Montreal che si confrontava con la sua concorrente Fiat Dino 2400 Coupè. Ed ancora alcune schegge: La Fiat 1500 E 6C del 1949 o la Fiat 1600 Osca Coupè del 1964.  Presente anche una Maserati Indi 4700 America, in condizioni “indegne” ma sempre di grande fascino... Per gli amanti delle vetture da Rally due importanti proposte: la Fiat Ritmo 75L  Abarth dell’equipaggio  Bettega - Perissinot, che all’epoca diede, nel 1980 del filo da torcere alle blasonate Alpine Renault al Rally di Montecarlo, vincendo sul Turinì. Ed un altro classico intramontabile, La Fiat 131 Abarth!  Andando velocemente alle vetture, “più moderne, anche in questa edizione, grande presenza dei club delle ormai storiche Panda, prima maniera, delle Fiat Coupè e delle Fiat Barchetta, tre vetture completamente diverse, ma che attraggono un pubblico eterogeneo e molto attivo. E veniamo ora al punto centrale dell’evento, che ben si delineava nella piazza Centrale di Bardolino. Quest’anno si sono voluti festeggiare i 70 anni della Fiat 1100 103, presentata nel 1953. Il Registro Fiat con la presenza dei delegati Sangiorgi e Farina, in collaborazione con Raffaello Magni, hanno selezionato una decina di Fiat 1100 per rappresentare la storia del modello. Presenti a Bardolino anche altre Fiat 1100 103 H lusso (in varie livree, sempre bicolori, una 1100 E Musone ed anche una rara 1100 D familiare). Nella piazza si potevano ammirare: 
due Fiat 1100 103 B bauletto una delle quali posseduta al tempo, da quello che diventerà il grande e nello stesso tempo sfortunato pilota Lorenzo Bandini. La vettura risalta, per il tetto rosso, modifica fatta all’epoca e per la storia di questa vettura che, di proprietà del suocero, le veniva smontato nel fine settimana il motore originale per montarne uno elaborato da Bandini, con la testata verniciata di rosso,  per andare a correre, e poi, nella serata di domenica, veniva rimontato il motore di serie. La cosa durò per un pochino di tempo, finché il suocero venne a scoprire il movimento e si optò per tenere montato il motore elaborato. Ritrovata per puro caso, a Bardolino ha avuto la sua prima uscita ufficiale. A rappresentare il mondo dei carrozzieri che all’epoca prolificò e diede la possibilità di avere delle versioni speciali, a volte uniche, una ormai rarissima (al momento pare se ne conoscano solo due circolanti, funzionanti) Fiat 1100 103 Elite Vignale ‘56. La vettura esposta è una delle elaborazioni realizzate su uno degli ultimi 1400 telai di Fiat 1100 103 bauletto prima serie. Ordinata al Salone di Torino 1956 (21 aprile - 2 maggio), da un imprenditore tessile del Vercellese che non voleva aspettare mesi per avere una 1100 e si innamorò della possibilità di avere una vettura personalizzata, non per niente si chiamava “Elite”, venne immatricolata il 5 giugno 1956 e grazie ad un uso accorto che le permettono di montare ancora oggi, il suo motore matching number, ed avendo cambiato provincia, solo dopo il 1994, conserva anche le sue targhe e documenti originali. Durante la presentazione al pubblico, tenutasi nel pomeriggio, è stato inoltre ricordato, come questa versione ha anticipato alcune modifiche estetiche e progettuali sulla vettura che vedranno poi la prosecuzione industriale nel modello 103D my’58, tra queste: Il lunotto posteriore di più ampia visibilità, la ruota di scorta che viene definitivamente messa sotto il vano di carico, il tappo carburante, che da esterno viene messo all’interno del baule e nel 103 D sarà occultato all’esterno da uno sportellino con chiave. Particolare, anche la mascherina anteriore che ispirandosi a modelli, come la Ferrari 166 MM, propone l’inserimento di due fari fendinebbia, anzichè il faro unico centrale proposto con la 103E. Non poteva quindi mancare la 103 E TV (la versione sportiva delle 103), il 103 D, il 103 H lusso, una delle versioni più apprezzate della serie, per le sue finiture e gli abbinamenti cromatici, la 1200 Granluce, esemplare spettacolare anche per il particolare abbinamento cromatico rosso e nero, vettura che anticipa il nuovo corso per la prima metà degli anni ‘60, e gli ultimi prodotti di questa gloriosa vettura: la 1100 D ed R entrambe proposte nel classico beige (comunemente chiamato caffelatte). Dopo la foto di gruppo, ed alcune piccole gocce dal cielo, si è quindi valutato, che era purtroppo tempo di tornare a casa, affrontando le code, almeno fino all’ingresso autostradale.  Bene quindi anche per questa ventesima edizioni, ove chi non ha potuto essere presente, deve solo avere un anno di pazienza, e sarà senz’altro un altro grande successo!.

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