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giovedì 21 luglio 2016

UN PIANCAVALLO REVIVAL TUTTO NUOVO, MA NON TROPPO




E’ stato una Piancavallo Revival 2016 nuovo, ma tornato alle origini, quello conclusosi domenica 17 luglio. Un tuffo all’indietro di tanti anni, fino ai tempi del ‘vero’ Rally Piancavallo, con il ritorno nel centro turistico montano, come era quando la gara fu ideata per la prima volta dall’indimenticato Icio Perissinot e come era stata immaginata, dall’artefice delle rievocazioni storiche in chiave ASI, Fabio Gasparini. Un’idea vincente, voluta fortemente dagli organizzatori del Club Ruote del Passato (Stefano e Paolo Turchet insieme a tutto il loro staff) per questa quattordicesima edizione della loro manifestazione, che ancora oggi rappresenta il clou della regolarità a calendario Asi.

Ma le novità del Piancavallo Revival 2016 erano anche tante altre. Il percorso, prima di tutto, più concentrato rispetto a quello delle passate edizioni, ma più ritmato e ‘corso’ ad un ritmo più serrato e quindi più divertente per driver e navigatori, con il passaggio in luoghi davvero insoliti e incontaminati. Quello che non è cambiato invece è stato l’aspetto storico e culturale, come deve essere per una manifestazione in puro spirito Asi, con una scelta accurata dei luoghi attraversati, splendidi e ricchi di significato per tracciare in poco tempo un piccolo “album dei ricordi” del territorio. Con questo spirito, a distanza di dieci anni dall’edizione che per prima lo aveva fatto, il Piancavallo Revival è tornato a Casso, l’indimenticato paese che con Erto e, soprattutto, Longarone, nel 1963 visse il dramma del Vajont. I 40 concorrenti vi sono arrivati per il pranzo del sabato accolti dal calore e dalla simpatia di tutti i residenti: una ventina di persone che si sono prodigate per accogliere tutti nel modo migliore. Ed è stata una gran festa popolare, ovviamente in stile vintage, con il coro delle canzone di anni Sessanta, che lascerà senz’altro un ricordo indelebile per i fortunati partecipanti del Piancavallo Revival 2016. Poi da Casso il via per la seconda tappa del sabato con la salita finale al Piancavallo e l’arrivo nel centro sciistico friulano con la passerella tra i turisti. Ma prima, per arrivare a Casso, i partecipanti partiti da Pordenone avevano avuto modo di attraversare la foresta del Cansiglio, l’Alpago e risalire le sponde del Piave.


La domenica il via per la seconda tappa con la discesa verso il cristallino lago di Barcis, per lo svolgimento della prova a media intitolata all’indimenticato Fabio Gasparini, per tanti anni anima e organizzatore di questa manifestazione. Poi il passaggio per Nracis per arrivare a Sacile, con una breve sosta e aperitivo nell’antico avamposto romani sul Livenza, trasformata all’epoca della Serenissima in un monumento alla bellezza, con i suoi palazzi ed i suoi giardini. Infine l’arrivo finale ad Aviano e la conclusione a Polcenigo, con il pranzo e le premiazioni.

Un Piancavallo Revival che ha affidato a 270 chilometri e 60 prove speciali l’aspetto competitivo, che si è risolto con la vittoria finale conquistata dall’equipaggio De Bellis-De Bellis , bravissimi a portare la loro Jaguar Xk 120 del 1954 sulle stradine spesso strettissime e impervie della pedemontana pordenonese. Una vittoria assoluta conquistata grazie anche all’applicazione del coefficiente di anzianità della loro auto, dato che il risultato ‘netto’ determinato dal passaggio sui pressostati aveva visto Baldissera-Covaz su Lancia Fulvia coupé, segnare il risultato migliore. Al terzo posto, sempre in lotta con i primi, Cicuttini-Castellano (Lancia Fulvia coupé). Nella speciale classifica di famiglia – nonno e nipote, papà e figlio (una speciale iniziativa che il Piancavallo riserva ai giovani che per primi si avvicinano alla regolarità) il successo è andato ad Attilio Bolzon in coppia con il nipote Enrico a bordo di una Lancia Fulvia coupé che hanno conquistato l’ambito trofeo Bottos. Mentre la coppa in ricordo di Fabio Gasparini per il primo classificato nella prova a media è andata Maurizio Pozzan e Antonio Saletti che con la loro Porsche 356 per il club Ruote del Passato ha fatto centro sul percorso stretto e sinuoso della discesa da Piancavallo fino a Barcis.. Una particolarità, quella di inserire una prova a media nell’ambito della gara ASI, che Fabio Gasparini ha sempre voluto, pur se non gradita a molti amanti della regolarità italiani, ma che avvicina la competizione alle manifestazioni d’oltralpe, francesi e austriache, e che gli organizzatori hanno giustamente mantenuto.

Come da tradizione, poi, il primo posto tra i club partecipanti è andato a Ruote del passato, intervenuto qui con alcune vetture storiche d’eccezione. Alle premiazioni, un riconoscimento particolare è andato a due equipaggi “storici” particolari: quello della Polizia, intervenuto con una Giulietta berlina, e quello dei Carabinieri, intervenuto con un fiammante FIAT 900.

Un plauso per la riuscita del Piancavallo revival è arrivato infine dai rappresentanti delle amministrazioni locali, attraverso il viucesindaco del Comune di Pordenone, Eligio Grizzo che ha annunciato una novità: il PInacavallo revival 2017 partirà dal centro storico, proprio davanti al Comune, con il passaggio delle auto storiche per il corso principale. Un riconoscimento dovuto ad una manifestazione che permette a questi territori di farsi promozione turistica. Un plauso sincero e di buona riuscita delle future edizioni è venuto anche dal presidente dell’Aci di Pordenone Corrado Della Mattia, che da parte sua ha auspicato una collaborazione tra Aci e Asi nel segno ovviamente della promozione dell’automobilismo storico. Una promozione che i dirigenti del Club Ruote del PassatoStefano Turchet e Paolo Turchet hanno molto apprezzato, e che li rende orgogliosi di portare avanti il Piasncavallo Revival. E da parte del presidente del Club StefanoTurchet è stato annunciato che il 2017 vedrà un Piancavallo Revival che metterà insieme non solo gli appassionati di auto storiche ma anche quelli di moto d’epoca è, perché no, anche quelli degli aerei, magari con prove cronometrate in aeroporto… E, a conclusione della festa finale, tra un brindisi e l’altro un grande caloroso applauso è andato proprio a loro e al loro entusiasmo.

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